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Esteri

UNICEF: 174 bambini palestinesi uccisi in Cisgiordania dal 2024

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© UNICEF/UN0678698/McIlwaine

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite l’UNICEF denuncia l’aumento delle vittime tra i bambini, le difficoltà nell’accesso all’istruzione e il numero record di minori detenuti.

La situazione dei bambini nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, continua a peggiorare. A lanciare l’allarme è l’UNICEF attraverso una dichiarazione della vicedirettrice generale Hannan Sulieman, intervenuta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite durante una riunione dedicata all’escalation della violenza nei territori palestinesi.

Secondo i dati verificati dalle Nazioni Unite, tra gennaio 2024 e la fine di luglio 2026 sono stati uccisi 174 bambini palestinesi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Nello stesso periodo oltre 1.500 minori palestinesi sono rimasti feriti, mentre 3 bambini israeliani sono stati uccisi e 15 feriti.

L’allarme UNICEF: “Più di un bambino ucciso ogni settimana”

Nel suo intervento, Hannan Sulieman ha descritto un quadro estremamente preoccupante.

“La situazione nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, continua a deteriorarsi. Negli ultimi tre anni, la violenza dei coloni e le operazioni sempre più militarizzate hanno subito una forte escalation in tutta la Cisgiordania”.

L’UNICEF evidenzia che gli adolescenti rappresentano la maggioranza dei bambini uccisi e feriti. Quasi la metà dei minori palestinesi rimasti feriti sarebbe stata colpita da proiettili veri.

“Tra gennaio 2024 e la fine di luglio di quest’anno, l’ONU ha verificato che 174 bambini palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est: si tratta di più di un bambino alla settimana. Più di 1.500 sono rimasti feriti”.

Le conseguenze oltre le ferite fisiche

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, gli effetti della violenza non si limitano agli aspetti sanitari immediati ma hanno anche profonde ripercussioni psicologiche e sociali.

“Questi episodi lasciano ben più che ferite fisiche. I bambini che sopravvivono a gravi lesioni potrebbero convivere con disabilità per il resto della loro vita. Esporre un bambino alla violenza, alle incursioni, alle intimidazioni e allo sfollamento comporta un profondo impatto psicologico”.

Oltre 800.000 bambini con difficoltà di accesso all’istruzione

Tra le principali criticità segnalate dall’UNICEF vi è quella legata alla scuola. Secondo il cluster sull’istruzione, oltre 800.000 bambini in Cisgiordania e a Gerusalemme Est incontrano ostacoli all’accesso a un’istruzione sicura e continuativa.

Le difficoltà derivano dalla chiusura delle scuole, dall’insicurezza sul territorio, dalle restrizioni alla circolazione e dai danni alle infrastrutture scolastiche.

Novantanove episodi contro il sistema scolastico nel 2026

Solo nel 2026 sono stati documentati 99 episodi legati all’istruzione, tra cui bambini uccisi, feriti o arrestati all’interno delle scuole o durante il tragitto verso gli istituti scolastici.

Tra gli episodi segnalati figurano anche demolizioni di scuole, utilizzo di edifici scolastici da parte delle forze armate e casi in cui ai minori è stato impedito l’accesso all’istruzione.

Numero record di bambini detenuti

Particolarmente grave, secondo l’UNICEF, è anche la situazione relativa ai minori detenuti.

Sulla base dei dati del Servizio penitenziario israeliano, almeno 355 bambini palestinesi della Cisgiordania risultano attualmente detenuti nelle strutture militari israeliane, il numero più alto registrato negli ultimi otto anni.

Detenzione amministrativa senza accuse

Quasi la metà dei minori detenuti, pari a 164 bambini, sarebbe sottoposta a detenzione amministrativa senza accuse formali né processo.

L’UNICEF riferisce inoltre segnalazioni di violenze, maltrattamenti, condizioni igieniche difficili, perdita di peso e diffusione di malattie cutanee tra i minori detenuti.

Le quattro richieste dell’UNICEF alla comunità internazionale

Nel suo intervento alle Nazioni Unite, Hannan Sulieman ha avanzato quattro richieste urgenti.

La prima riguarda la protezione dei bambini e il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani.

“La detenzione amministrativa dei bambini deve cessare e tutte le pratiche relative ai bambini palestinesi nel sistema di giustizia militare devono essere allineate agli standard internazionali in materia di giustizia minorile e diritti dei bambini”.

L’UNICEF chiede inoltre la fine degli sfollamenti forzati delle famiglie palestinesi, la garanzia dell’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria e la tutela delle operazioni umanitarie.

“I bambini hanno diritto a vivere e immaginare il futuro”

In conclusione, la vicedirettrice generale dell’UNICEF ha ribadito un principio che l’organizzazione considera fondamentale.

“I bambini della Cisgiordania hanno gli stessi diritti dei bambini di tutto il mondo: il diritto di vivere, di imparare, di essere protetti e di immaginare un futuro al di là della violenza e della paura”.

L’UNICEF ha confermato che continuerà a fornire assistenza umanitaria, sostegno psicologico, accesso all’acqua, aiuti economici e supporto educativo alle famiglie colpite dalla crisi, sottolineando tuttavia che gli interventi umanitari da soli non possono eliminare le cause profonde del conflitto senza un’efficace azione politica internazionale.

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