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Marina di Aequa, Mazzella: Autorità di Bacino contro il Comune
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L’Autorità di Bacino mette in mora il Comune di Vico Equense sul progetto Marina di Aequa: rischio inondazioni, frane e costi milionari.
Il caso ‘Marina di Aequa’ di Vico Equense assume nuove tonalità che lasciano senza parole.
Dopo aver depositato un’interrogazione parlamentare e dopo aver inviato all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale una lunga istanza, finalmente ho ricevuto una risposta puntuale che confermano le preoccupazioni mie e dei comitati coinvolti.
Nella lunga missiva chiedevo di sapere se il Comune o i soggetti privati proponenti avessero mai sollecitato un parere o avviato una verifica preventiva di compatibilità. Ebbene, l’Autorita mi ha risposto con un netto ed esaustivo “no”.
Nessuna istanza, nessuna interlocuzione, alcuna richiesta di valutazione è mai pervenuta agli uffici preposti alla tutela del nostro territorio per un’opera dal quadro economico di oltre 15 milioni di euro. Ciò che emerge con estrema gravità, tuttavia, risiede nelle valutazioni in riscontro ai punti salienti della mia lettera, in cui l’Autorità ha ribadito la presenza di vincoli e perimetrazioni di rischio idraulico e da frana di massimo livello, tra cui aree P3 ad elevato trasporto solido e zone R4 a rischio molto elevato per l’incolumità umana.
Perciò, recependo la fondatezza delle mie rimostranze, l’Autorità ha formalmente attivato i propri poteri, richiedendo ufficialmente al Comune di Vico Equense la trasmissione immediata di tutta la documentazione progettuale e lo stato del procedimento. Perché il Comune non ha ritenuto di chiedere un parere preventivo prima di dichiarare la fattibilità e il pubblico interesse di una proposta che prevede persino la copertura della foce del Rivo d’Arco per realizzarvi una piazza pedonale? Di fatto, come si evince dalla risposta dell’Autorita, ripianare, coprire o intervenire su un corso d’acqua classificato a rischio idraulico elevatissimo significa andare incontro ad imponenti opere di mitigazione del rischio, che faranno lievitare i costi del progetto in maniera esponenziale. E il motivo è molto semplice: in risposta alla mia istanza, l’Autorità evidenzia che in assenza di interventi speciali c’è addirittura il rischio di inondazione e mareggiate, a fronte di una pericolosità idrogeologica molto elevata. Quindi mi chiedo: i privati impegnati nella realizzazione dell’opera sono davvero consapevoli che l’investimento non si fermerà ai 15 milioni preventivati, ma richiederà ulteriori ed ingenti risorse per essere messo in sicurezza? Perché è questa la posizione dall’Autorità alla mia lettera, anticipando lo stesso parere che fornirà in occasione della Conferenza dei Servizi.
E ancora: l’Amministrazione ha comunicato alla popolazione che di fronte all’insostenibilità economica del progetto, se i provati dovessero sfilarsi o se l’opera dovesse bloccarsi, a pagare il conto saranno unicamente i cittadini. Il rischio concreto è quello di esporre l’Ente locale a contenziosi milionari e a penali salatissime, trasformando questa operazione in una vera e propria cambiale in bianco sulla pelle della comunità.
Continuerò a seguire passo dopo passo ogni sviluppo di questa vicenda presso il Ministero dell’Ambiente e l’Autorità di Bacino, affinché la tutela dell’incolumità pubblica, del territorio e del pubblico denaro prevalga su scorciatoie procedurali insostenibili.
Nota stampa – Senatore Orfeo Mazzella

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