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Cronaca

Sorrento, il finto perito del tribunale era un truffatore: arrestato

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Nuova variante della truffa agli anziani in Costiera: decisivo l’intervento dei familiari e dei Carabinieri

La telefonata del falso maresciallo

Nuovo tentativo di truffa ai danni di persone anziane a Sorrento, dove un 22enne è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di truffa aggravata.

La vicenda inizia con una telefonata ricevuta da una famiglia del posto. Dall’altra parte della cornetta un sedicente maresciallo che sostiene che l’auto del figlio della vittima sia stata utilizzata per commettere una rapina.

“Preparate soldi e gioielli”

Secondo il copione raccontato dal falso militare, sarebbe stato necessario raccogliere denaro e preziosi presenti in casa per effettuare una presunta comparazione con la refurtiva del reato.

Il 68enne e la madre, prossima ai 99 anni, iniziano quindi a raccogliere circa 2.500 euro in contanti e diversi gioielli di famiglia in attesa dell’arrivo dell’incaricato.

Entra in scena il falso perito del tribunale

Il sedicente maresciallo annuncia l’arrivo di un presunto perito del tribunale che avrebbe dovuto ritirare il denaro e gli oggetti preziosi.

Una variante del raggiro che si aggiunge alle ormai note truffe del falso carabiniere, del falso avvocato e del finto nipote.

Il sospetto del genero salva gli anziani

A interrompere il piano è stato il genero dell’anziana, arrivato nell’abitazione mentre madre e figlio stavano preparando soldi e gioielli.

Compresa immediatamente la situazione, l’uomo ha contattato i Carabinieri della Compagnia di Sorrento, raccontando quanto stava accadendo.

Arrestato davanti all’abitazione

Quando il presunto perito si è presentato per ritirare il bottino, i militari erano già appostati nelle vicinanze.

Il giovane, un 22enne di origini marocchine, è stato bloccato e arrestato dai Carabinieri.

Domiciliari in attesa di giudizio

Per il 22enne sono scattati gli arresti domiciliari. Dovrà rispondere dell’accusa di truffa aggravata davanti all’Autorità Giudiziaria.

La persona arrestata è sottoposta a indagini e deve essere considerata presunta innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. A diffondere la notizia i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli.

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