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Cronaca

Clan De Rosa di Qualiano, condanne fino a 15 anni

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Camorra a Qualiano, il GUP di Napoli condanna sei imputati del clan De Rosa: pene fino a 15 anni per associazione mafiosa, droga ed estorsioni

Condanne fino a 15 anni per i presunti vertici del clan De Rosa

Si è concluso con sei condanne il processo celebrato con rito abbreviato nei confronti di presunti appartenenti al clan De Rosa di Qualiano, organizzazione ritenuta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli tra le più radicate nel territorio dell’area nord del capoluogo campano.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Napoli al termine del procedimento nato da un’articolata indagine coordinata dalla DDA. Gli imputati erano accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti ed estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

La pena più elevata è stata inflitta a Salvatore Di Palma, conosciuto con il soprannome di “‘o maranese”, condannato a 15 anni di reclusione. Per Salvatore Di Marino il giudice ha disposto una condanna a 13 anni e 4 mesi.

Tra gli altri imputati figurano Ugo De Rosa, condannato a 5 anni, Michele Di Palma a 5 anni, Nicola Di Palma a 6 anni e Antonio Ercole a 4 anni.

Le accuse contestate dalla Direzione Distrettuale Antimafia

Secondo la ricostruzione della Procura Antimafia, il gruppo avrebbe esercitato il proprio controllo criminale sul territorio di Qualiano attraverso attività estorsive ai danni di commercianti e imprenditori e mediante una rete dedicata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Gli investigatori ritengono che l’organizzazione abbia fatto leva sulla forza intimidatrice derivante dall’appartenenza al sodalizio criminale per consolidare la propria presenza sul territorio e gestire attività illecite in diversi comuni dell’area giuglianese.

Le contestazioni formulate dagli inquirenti riguardavano episodi di racket, traffico di droga e partecipazione all’associazione mafiosa, reati aggravati dal metodo camorristico.

L’inchiesta e gli arresti del 2025

L’indagine aveva portato, nel maggio del 2025, all’esecuzione di dieci misure cautelari emesse su richiesta della DDA di Napoli. In quella fase furono eseguiti sette arresti in carcere e tre ai domiciliari nei confronti di soggetti ritenuti vicini al clan.

Successivamente, il procedimento è approdato davanti al GUP con la scelta del rito abbreviato da parte di alcuni imputati, consentendo una definizione più rapida del processo e la riduzione di pena prevista dalla legge in caso di condanna.

Le richieste della Procura e la sentenza

Nel corso della requisitoria il pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia aveva chiesto pesanti condanne per gli imputati ritenuti maggiormente coinvolti nelle attività del gruppo criminale.

La sentenza pronunciata dal giudice ha sostanzialmente confermato l’impianto accusatorio sostenuto dall’accusa, infliggendo pene significative ai principali imputati.

Le motivazioni del provvedimento saranno depositate nelle prossime settimane e consentiranno di comprendere nel dettaglio gli elementi che hanno portato il giudice alla decisione.

Un nuovo colpo ai clan dell’area nord di Napoli

Il procedimento rappresenta uno dei più recenti interventi giudiziari contro la criminalità organizzata attiva tra Qualiano e i comuni limitrofi. Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia continuano a concentrarsi sulle organizzazioni camorristiche operanti nell’area, con particolare attenzione ai fenomeni estorsivi e al traffico di stupefacenti.

Le condanne emesse in primo grado costituiscono un passaggio significativo nell’azione di contrasto ai gruppi criminali che, secondo gli investigatori, hanno cercato di mantenere il controllo di attività illecite e di esercitare la propria influenza sul territorio.

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