Esteri
Gaza, UNICEF: i bambini intrappolati in un circolo di sofferenza
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3 mesi fail
UNICEF lancia l’allarme su Gaza: bambini senza acqua, cure e nutrizione mentre le famiglie vivono in condizioni sempre più critiche
UNICEF: a Gaza i bambini pagano il prezzo della crisi
A Gaza i bambini vivono una situazione sempre più drammatica, stretti in un circolo continuo di sofferenza causato dalla mancanza di acqua, cure mediche e condizioni igieniche adeguate. A denunciarlo è Salim Oweis, Communication Specialist dell’UNICEF, che racconta le condizioni osservate direttamente sul campo.
«L’incapacità di soddisfare i bisogni primari dei bambini a Gaza li sta intrappolando in un circolo vizioso di sofferenza» ha dichiarato Oweis, sottolineando come le condizioni di vita impediscano ai genitori di garantire sicurezza e salute ai propri figli.
Le testimonianze: bambini feriti, malati e senza protezione
Il quadro emerge con forza dalle testimonianze raccolte tra le famiglie. Oweis racconta storie che descrivono una quotidianità segnata da paura, malattie e degrado.
«Il filo conduttore di tutte queste conversazioni è il profondo dolore dei genitori che non si sentono più in grado di fare ciò che è loro più naturale: proteggere la salute e la sicurezza dei propri figli», spiega il rappresentante UNICEF.
Le famiglie sono costrette a vivere in edifici danneggiati, tende improvvisate o strutture insalubri, dove proliferano insetti e roditori e dove le condizioni igieniche sono estremamente precarie.
Acqua e servizi essenziali sempre più scarsi
Uno degli aspetti più critici riguarda l’accesso all’acqua. Secondo UNICEF, molte famiglie sono costrette a scegliere ogni giorno se utilizzare le scarse risorse per bere, cucinare o lavarsi.
Le difficoltà logistiche e i danni alle infrastrutture ostacolano le operazioni umanitarie. «Se non riusciamo a riparare i sistemi, dobbiamo fare affidamento esclusivamente sui camion cisterna, che sono molto più costosi e non raggiungono le popolazioni in modo altrettanto efficace», evidenzia Oweis.
A peggiorare la situazione contribuiscono anche i rischi per gli operatori coinvolti nelle operazioni di distribuzione.
Malattie diffuse e ospedali al limite
Le conseguenze sono ormai evidenti. A Gaza cresce il numero di bambini colpiti da infezioni respiratorie, malattie della pelle e diarrea acuta, spesso legata alle scarse condizioni igieniche.
«Il fatto che i bambini debbano soffrire per malattie prevenibili dovrebbe essere per tutti assolutamente inaccettabile», afferma Oweis, denunciando l’assenza di strutture sanitarie pienamente funzionanti.
Nutrizione e vulnerabilità dei minori
La crisi colpisce anche sul piano alimentare. Nonostante il superamento della fase più critica della carestia, UNICEF segnala come la malnutrizione resti diffusa e pericolosa, soprattutto tra i più piccoli.
Le condizioni abitative precarie, la scarsità di acqua e cibo e l’esposizione a malattie rendono i bambini estremamente vulnerabili e a rischio di ricadute.
L’appello dell’UNICEF
UNICEF ribadisce la necessità di garantire accesso sicuro e senza ostacoli agli aiuti umanitari, la disponibilità dei materiali necessari per la riparazione delle infrastrutture e il rispetto del diritto internazionale.
«L’accesso all’acqua, a un’alimentazione adeguata e all’assistenza sanitaria non dovrebbe essere subordinato a condizioni per nessun bambino, in nessun luogo», conclude Oweis, sottolineando l’urgenza di interventi concreti per interrompere il ciclo di sofferenza.

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