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Italia esclusa dai Mondiali per la terza volta consecutiva: polemiche e riforme richieste

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fonte ansa

Terza esclusione consecutiva dell’Italia dai Mondiali: il calcio italiano sotto accusa tra polemiche politiche, critiche di ex campioni e richieste di riforma

La Nazionale italiana di calcio non parteciperà ai Mondiali USA-Messico-Canada 2026. L’eliminazione ai playoff contro la Bosnia segna la terza esclusione consecutiva della squadra azzurra, scatenando una tempesta di polemiche nel mondo sportivo e politico.

La sconfitta non è passata inosservata: Fratelli d’Italia ha chiesto al ministro dello Sport, Abodi, un’informativa sul cosiddetto “fallimento del calcio italiano”, mentre la Lega sollecita una riforma totale del calcio, chiedendo di limitare a 5 il numero di calciatori extra-UE e di favorire l’impiego dei giovani italiani provenienti dai settori giovanili.

Ex campioni come Dino Zoff e atleti di altre discipline, tra cui Irma Testa, hanno espresso critiche dure: “Non è sfortuna, c’è qualcosa che non va”, ha dichiarato Zoff. Testa ha sottolineato come i veri professionisti dello sport siano coloro che, pur senza ingaggi milionari, rappresentano con sacrificio il Paese.

Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha definito la situazione un fallimento del calcio italiano, denunciando raccomandazioni, amicizie e servilismo verso la politica come cause principali della crisi. Secondo Renzi, è necessaria una rifondazione completa del sistema, dai diritti TV agli stadi, fino alla gestione dei settori giovanili.

Mentre in Italia si discute della disfatta azzurra, altre nazionali celebrano risultati storici: il Congo si qualifica per la prima volta in 52 anni, e l’Iraq completa il tabellone delle 48 squadre qualificate per il torneo 2026. A Kinshasa, migliaia di tifosi hanno festeggiato la storica vittoria sotto la pioggia, unendo il Paese in un raro momento di gioia nazionale.

La sconfitta dell’Italia ha aperto una discussione più ampia sullo stato del calcio nel Paese, sull’importanza di valorizzare i giovani talenti e sulla necessità di una gestione più trasparente e meritocratica della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

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