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Il TAR Liguria conferma: le concessioni balneari sono scadute e devono essere messe a gara

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Il TAR Liguria boccia le proroghe automatiche delle concessioni balneari: via libera alle gare pubbliche per garantire trasparenza, concorrenza e uso sostenibile delle spiagge

L’Associazione Mare Libero APS accoglie con grande soddisfazione le recenti sentenze del TAR Liguria, che hanno accolto i ricorsi presentati dall’Autorità Garante della Concorrenza nei confronti dei Comuni di Marinella di Sarzana, Laigueglia e Pietra Ligure, dichiarando illegittime le proroghe generalizzate delle concessioni demaniali marittime e imponendo alle amministrazioni locali di bandire immediatamente le gare pubbliche per l’assegnazione delle aree.


Le decisioni del Tribunale Amministrativo confermano quanto Mare Libero sostiene da anni, supportando la propria posizione con solide basi giuridiche: le concessioni demaniali marittime sono scadute il 31 dicembre 2023, e nessuna proroga automatica o differimento dei termini è ammissibile. Ogni permanenza dei concessionari in assenza di gara rappresenta una violazione del principio di concorrenza e un uso privatistico di beni pubblici in contrasto con la normativa europea e nazionale.


Già in precedenza, con una decisione del dicembre 2024, lo stesso TAR Liguria aveva dichiarato illegittima la proroga al 2027 delle concessioni balneari prevista dal Governo, ribadendo che le amministrazioni comunali devono procedere a nuovi affidamenti attraverso gare trasparenti e non discriminatorie, senza riconoscere vantaggi impropri ai concessionari uscenti.


Le pronunce dei giudici liguri si inseriscono in un quadro sempre più chiaro di giurisprudenza uniforme su tutto il territorio nazionale, che riconosce la piena validità dei principi di evidenza pubblica, trasparenza e legalità nella gestione del demanio marittimo. Mare Libero ritiene che tali sentenze rappresentino un passaggio decisivo per ristabilire la corretta applicazione della legge e per assicurare l’uso sostenibile delle spiagge italiane, beni comuni della collettività, e soprattutto una equa distribuzione tra spiagge libere e attrezzate (con una percentuale minima del 50%).


L’Associazione invita ora tutte le amministrazioni locali, in particolare quelle che ancora non hanno ottemperato alla normativa vigente, a prendere atto dell’indirizzo consolidato dei tribunali amministrativi e ad avviare senza ulteriori indugi le procedure di gara.

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