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“Numero Undici. I giocatori non smettono mai di giocare” di Barbara Fontanesi

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Numero undici

Con “Numero Undici. I giocatori non smettono mai di giocare”, Barbara Fontanesi ci mostra l’arte di reinventarsi che ruota intorno al concetto di cambiamento

Casa Editrice: Incontri Editrice
Collana: Parole
Genere: Narrativa autobiografica
Pagine: 226
Prezzo: 20,00 €
Codice ISBN: 979-1282214032

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“Numero Undici. I giocatori non smettono mai di giocare” di Barbara Fontanesi è un memoir che supera i confini della narrativa sportiva per trasformarsi in un racconto di formazione; non è infatti soltanto la storia di un’ex campionessa di pallavolo ma è il percorso di una donna che ha deciso, più volte nella vita, di rimettere tutto in discussione pur di restare fedele a ciò che sentiva.

Il cuore del libro ruota attorno al concetto di cambiamento, un tema che l’autrice esplora sia nella sua dimensione più concreta – l’abbandono del ruolo di schiacciatrice per diventare palleggiatrice nel pieno della sua carriera – sia in quella più esistenziale. Questo passaggio, che per molti sarebbe stato una rinuncia o un ridimensionamento, diventa invece il punto di rinascita di un’atleta che ha deciso di restare “nel gioco” cambiandone però le regole. L’autrice ha affrontato la trasformazione con lucidità, mostrando come la necessità di reinventarsi sia spesso l’unico modo per non cedere al peso delle aspettative proprie e altrui.

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Il memoir è attraversato da un equilibrio riuscito tra narrazione autobiografica e riflessione sullo sport come scuola di vita; la pallavolo emerge non solo come contesto tecnico-sportivo ma come metafora identitaria: un campo dove cadere, rialzarsi, imparare, sbagliare, affrontare le paure, allenare la disciplina e scoprire ogni volta una versione nuova di sé. L’autrice riesce a restituire l’autenticità della vita negli spogliatoi, la fatica degli allenamenti, l’adrenalina delle partite decisive e soprattutto il valore delle relazioni, che possono incidere profondamente sulle performance di un atleta.

Uno dei meriti del libro è la capacità di raccontare lo sport come un territorio complesso, dove la fragilità convive con la forza, e dove i successi possono sorprendere tanto quanto le sconfitte. Barbara Fontanesi non nasconde le ombre: il senso di solitudine nei momenti di passaggio, il peso dei giudizi, la fatica di farsi vedere per ciò che si è davvero, al di là del ruolo ricoperto in campo. Ma ciò che emerge, pagina dopo pagina, è anche una resilienza luminosa, un modo di stare nel mondo che trasforma ogni esperienza in un’occasione di crescita.

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Alla fine, si percepisce l’intenzione di lasciare un messaggio importante: non bisogna smettere di giocare, mai; perché giocare, nella visione dell’autrice, significa restare vivi, presenti, disposti a rischiare e a muoversi verso la versione migliore di sé. “Numero Undici. I giocatori non smettono mai di giocare” sa conquistare chi ama lo sport, chi ha vissuto un cambiamento radicale, chi è in bilico tra ciò che è stato e ciò che vorrebbe diventare; è un libro che parla di coraggio ma anche di paura, e di un cuore che, nonostante tutto, continua a lottare. Link di vendita su Amazon

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