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Legge di Bilancio 2026: Istat prevede crescita moderata e inflazione in calo, ma restano criticità su lavoro e produttività
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L’audizione dell’Istat in Parlamento fotografa un’economia in ripresa rallentata: migliorano i prezzi e i consumi, ma pesa la precarietà del lavoro e il divario Nord-Sud
Roma, 6 novembre 2025 – L’Istat ha presentato oggi in Parlamento la propria audizione sulla Legge di Bilancio 2026, delineando un quadro economico di crescita moderata e inflazione in discesa, ma con criticità persistenti sul fronte della produttività, del mercato del lavoro e dei divari territoriali.
Inflazione in calo e consumi prudenti
Dopo i forti rincari del biennio 2022-2023, l’Istat segnala che l’inflazione nel 2025 si è progressivamente raffreddata, grazie al calo dei prezzi energetici e alla stabilizzazione delle catene di approvvigionamento. Tuttavia, le famiglie italiane restano caute nei consumi, frenate dal potere d’acquisto eroso e dagli alti tassi di interesse.
Occupazione in aumento, ma con qualità del lavoro in bilico
Il tasso di occupazione registra un incremento, soprattutto tra giovani e donne, ma persistono forme di impiego precarie, con contratti a termine e part-time involontari che penalizzano la crescita dei redditi e la stabilità delle famiglie.
L’Istat evidenzia inoltre come la produttività del lavoro resti stagnante e come permangano forti differenze territoriali, in particolare tra Nord e Sud.
Produttività e investimenti ancora deboli
Nonostante il sostegno del PNRR e delle misure pubbliche, gli investimenti privati risultano in rallentamento, complice l’incertezza geopolitica e l’aumento del costo del denaro.
Secondo l’Istat, la Legge di Bilancio 2026 dovrà puntare su politiche di innovazione, formazione e digitalizzazione per rilanciare la competitività e sostenere la transizione ecologica.
Mezzogiorno e demografia: le sfide strutturali
Il Mezzogiorno continua a soffrire di ritardi infrastrutturali e carenze occupazionali, mentre la crisi demografica – con nascite in calo e popolazione anziana in crescita – rappresenta una minaccia per la sostenibilità economica a lungo termine.
L’Istat invita quindi a rafforzare le politiche per la natalità, la famiglia e la partecipazione femminile al lavoro, considerandole priorità nazionali.
Un invito alla responsabilità istituzionale
Nel suo intervento, l’Istituto sottolinea la necessità di politiche pubbliche mirate e di lungo periodo, capaci di ridurre le disuguaglianze e garantire uno sviluppo equo e sostenibile.
“La Legge di Bilancio 2026 – conclude l’Istat – rappresenta un’occasione decisiva per consolidare la ripresa, favorire l’innovazione e rafforzare la coesione sociale del Paese”.
Approfondimento
Di seguito lasciamo in allegato il report dell’audizione rilasciato dall’ISTAT.

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