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Ultima Generazione: Roma, non luogo a procedere per azione al collettivo di fabbrica GKN
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6 mesi fail

“Il futuro è di chi osa cambiare e senza cambiamento non c’è futuro” il commento del collettivo di fabbrica
Roma 6 novembre 2025 – Non luogo a procedere: questo il giudizio emesso dal Tribunale di Roma ieri nell’udienza predibattimentale per l’azione compiuta da Ultima Generazione il 18 dicembre 2023: un blocco stradale sulla via Salaria, fatto in solidarietà al collettivo di fabbrica dei lavoratori del ex GKN. I reati contestati erano due: interruzione di pubblico servizio e violazione di foglio di via.
Per il primo il magistrato ha ritenuto irragionevole la previsione di condanna e per il secondo che il fatto non sussiste.
L’azione di protesta univa le istanze per la giustizia climatica a quella per la giustizia sociale e il diritto al lavoro portate avanti dal collettivo di lavoratori dell’ex stabilimento GKN di Campi Bisenzio; collettivo che porta avanti da anni un progetto di riqualificazione della fabbrica e di azionariato popolare per ridare vita allo stabilimento abbandonato per motivi puramente speculativi
Il futuro è di chi osa cambiare e senza cambiamento non c’è futuro – ha dichiarato il collettivo alla notizia dell’assoluzione – come collettivo di fabbrica non possiamo che essere contenti per questa assoluzione, ma per quanto ci riguarda la storia aveva già pienamente assolto qualcosa che non può essere un reato perché lottare con radicalità di fronte alla possibile fine dell’umanità è un dovere.
Continuiamo a coltivare questa incredibile convergenza tra forze per il clima e una fabbrica che prova a riaprire
Notiamo che il decreto sicurezza, che ha reso i blocchi stradali un reato, è stato creato per evitare sentenze di questo tipo, che implicitamente riconoscono la liceità del blocco come forma di protesta.
Il decreto però non ha impedito le grandi manifestazioni – con i blocchi stradali e alle stazioni – che si sono tenute tra settembre e ottobre per chiedere la fine del genocidio in Palestina; inoltre, almeno per i blocchi stradali non si è ancora arrivati ad un processo in cui viene contesto il nuovo reato.
Quando ciò avverrà vedremo, alla prova dei fatti, la sua consistenza giuridica.
Per il momento sì può affermare che se l’obiettivo del decreto era spaventare le persone e non farle scendere in strada a protestare, allora è stato un fallimento

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