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Entertainment

Nel “Paese dei Balocchi”

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A settembre, con “Pinocchio” si parte per la Germania e si ritorna a Napoli

C’è un tempo per le partenze e uno per i ritorni; uno dei più temuti è forse, con l’inizio della scuola, il ritorno ai libri. Prima però di concentrarsi con dedizione sulle materie da studiare, tra nuovi vocaboli di una lingua straniera e complicati problemi di matematica, l’invito è quello di tornare alle pagine di un libro senza tempo, che riesce anche a dare un nuovo impulso a partire.

Pinocchio


Pinocchio”, il libro che narra le avventure del burattino di legno che voleva diventare un bambino, è ormai una fiaba classica che dalla sua pubblicazione (prima come racconto a puntate su un giornale nel 1881 e, successivamente dopo due anni, come romanzo) è, ad oggi, il libro italiano più tradotto al mondo. Nel 1941, la Disney produsse un lungometraggio per raccontare col disegno animato la storia di Pinocchio, trovando le scenografie perfette negli scorci incantati della cittadina della Franconia bavarese di Rothenburg ob der Tauber, a circa 250 chilometri a nord di Monaco di Baviera.

Rothenburg ob der Tauber in Germania, Piazza del Mercato


Circondata da mura difensive intervallate da numerose torri di vedetta e da antiche porte, Rothenburg è una cittadina dalle origini antichissime, attestate intorno all’anno 1000. La sua posizione, sul transito di grandi vie commerciali di un tempo e di rilevanti itinerari turistici oggi, (è una tappa importante sia della “Strada Romantica” che della “Strada dei Castelli”) è stata fondamentale per la sua economia. Parzialmente distrutta nel 1945, fu ricostruita anche grazie alle offerte provenienti da ogni parte del mondo e, oggi, Rothenburg ringrazia, ricambiando con la sua efficiente ospitalità.

Rothenburb ob der Tauber, la Via dei Signori


Nel “Paese dei Balocchi” del racconto di Pinocchio, un orologio senza lancette scandiva solo il tempo del divertimento; a Rothenburg invece, sono tanti gli orologi sulle diverse torri per un’atmosfera fiabesca, “senza tempo”, che lascia ampia libertà su quale sia il momento giusto per una visita in città. In primavera e in estate, per i suoi giardini fioriti; in autunno, per le manifestazioni tradizionali legate alla produzione dei vini ( la leggenda della “Grande Bevuta” ricorda della scommessa di bere oltre tre litri di vino per salvare la città dai conquistatori); nel periodo dell’Avvento, in occasione del tradizionale mercatino, Rothenburg si trasforma quasi ad una “boule de neige”, quelle sfere-souvenir in vetro che riescono ad intrappolare tutta l’atmosfera natalizia.

Rothenburg è natale tutto l’anno ( Museo e diversi negozi dedicati al Natale)

Non è necessario, comunque, aspettare gli ultimi mesi del calendario: a Rothenburg è Natale “tutto l’anno”, basta varcare la soglia del museo e dei negozi dedicati alle festività natalizie, oppure lasciarsi imbiancare di zucchero a velo dalle “Schneeballen”, i tipici gomitoli di pasta frolla dai ripieni golosi, grandi proprio come palle di neve.


Il centro storico è un reticolo di stradine dalla dolce pendenza che si dipanano intorno alla piazza del Mercato che ospita, come da tradizione, il Municipio (in parte in stile gotico con la torre e in parte rinascimentale), da cui ha inizio l’elegante Herrengasse, la Via dei Signori e, a qualche vicolo di distanza, la chiesa di dedicata a S. Giacomo, dal pregiatissimo altare ligneo. Le case a graticcio, tipiche e colorate, hanno i nomi dei mestieri dei proprietari originari e i negozi, quand’anche moderni, hanno insegne in ferro battuto o dipinte a mano sui muri.

Schneeballen, Palle di neve, dolce tipico locale

Due torri con le rispettive porte, due stradine, le fontane e una casa a graticcio dalle pareti gialle e dall’aspetto un po’ traballante sono gli elementi del Plönlein, l’incrocio più famoso della città, (merito e colpa della Disney) un fotogramma incantato perfetto, quasi una cartolina medioevale, se non fosse preso d’assalto da migliaia di turisti ogni giorno. Purtroppo, anche Rothenburg è vittima del fenomeno dell’overtourism, forma di “tortura” più moderna, rispetto alle pratiche e agli strumenti conservati nel locale “Museo delle Torture” o nelle prigioni sotterranee della città.

Plonlein, lo scorcio da cartolina che ha ispirato la Disney per il suo film sulle avventure di Pinocchio

Un flusso inarrestabile che non conosce stagionalità né età, dai bambini ancora in braccio ai genitori a quelli “più cresciuti” dai capelli ormai bianchi. Nonostante il suo aspetto fiabesco, a Rothenburg, non cercate Pinocchio, non ce n’è traccia.

Napoli scenografie luminose del percorso “Pinocchio, Back to wood.”presso la mostra d’Oltremare


Il Paese dei Balocchi, al momento, è a Napoli, (ha un indirizzo più facilmente raggiungibile) e no, non è perché qui la febbre per il “ciuccio” è una malattia che non cerca cura! Fino al 28 settembre, il Laghetto Fasilides presso la Mostra d’Oltremare ospita il percorso fiabesco “Pinocchio. Back to wood.” che si avvale di scenografie luminose e attori in costume, per illustrare visivamente le avventure del burattino più famoso al mondo.

 Grillo Parlante e Ciuccio


Una passeggiata serale, ritrovando Pinocchio insieme a Mangiafuoco, al Pescecane e alla Fata dai Capelli Turchini, che si rivelerà un bel ricordo per tutta la famiglia: insegnerà ai più piccoli il valore della scuola e l’emozione del divertimento e, ai più grandi, il monito, (certo, un po’ da “Grillo-Parlante”, ma sempre valido!) di diffidare di “gatti e volpi” travestiti da amici e di non credere in “campi miracolosi” che non moltiplicheranno mai monete d’oro.

ciuccio

Perché a tutti noi, indipendentemente dall’età, capita di sentirci un po’ Pinocchio, sempre alle prese con qualche bugia di troppo e a fare i conti con la tentazione di “fare filone” dalla realtà, per un salto intenso, seppur breve, nel Paese dei Balocchi.

Perché, tutti vogliamo continuare a credere che, se per i viaggi ci sono ancora confini, la fantasia, invece, non debba avere limiti.

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