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Pentagramma di Parole. Il ritmo silenzioso della poesia di Tiziana Celano

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Pentagramma di Parole - Copertina

Pentagramma di Parole di Celano si muove in questo spazio interiore: è una scrittura che nasce dal suono, ma non ne è schiava

Editore: Aletti Editore
Autrice: Tiziana Celano
Numero di pagine: 60
ISBN 978-88-591-9936-6
Prezzo: 14 €

C’è un ascolto che non si fa con le orecchie, ma con l’intuizione. Ed è quello a cui invita la nuova raccolta poetica di Tiziana Celano, Pentagramma di parole (Aletti Editore, 2025). Un libro che non urla, non si impone, ma lavora in sordina, a piccoli tocchi, come le dita di un pianista che conosce la forza dell’accordo e la necessità della pausa. La poesia di Celano si muove in questo spazio interiore: è una scrittura che nasce dal suono, ma non ne è schiava; che cerca il ritmo senza inseguire la musicalità fine a se stessa. È, prima di tutto, un atto di ascolto.

Fin dalla breve introduzione, l’autrice dichiara il cuore del progetto: i suoi versi si sovrappongono idealmente agli spartiti di grandi compositori, in una relazione simbiotica tra parola e musica. Non si tratta solo di suggestione, ma di struttura interna. Alcune poesie sembrano infatti vere e proprie traduzioni emozionali di brani musicali: la poesia “Il pianista”, ad esempio, non descrive il suono, ma il modo in cui il suono agisce sul corpo, sul ricordo, sull’immaginazione. La nota diventa immagine, visione, rivelazione: “un’impronta nella polvere delle stelle”, scrive Celano, con delicatezza e fermezza insieme.

La raccolta è attraversata da una forte tensione simbolica. Le figure della luna, del mare, del vento, del cielo, ritornano con insistenza, non come semplici elementi naturalistici ma come coordinate emotive. C’è una geografia affettiva che si dispiega tra le pagine, fatta di albe e tramonti interiori, di desideri e contraddizioni che si riflettono nel cosmo. In questo senso, l’universo poetico di Celano è tutto tracciato dentro, ma si muove verso l’esterno, cerca l’altro, lo interpella.

Dal punto di vista formale, l’autrice predilige versi brevi, spesso disposti in successioni ritmiche, vicine alla scansione musicale. Non c’è ricerca dell’effetto, né virtuosismo: l’equilibrio tra immediatezza e profondità è mantenuto con coerenza. Il lessico è accessibile, ma non per questo superficiale. La scelta di alcuni termini — “petitore”, “irretito”, “destrutturato” — rivela una cura per il dettaglio linguistico, che si coniuga con un’intenzione comunicativa autentica. Il tono è intimo, ma non chiuso: l’io lirico è presente ma mai egocentrico, sempre in dialogo con un tu implicito, che può essere una figlia, un amore, o semplicemente il lettore.

Celano scrive per chi ha ancora voglia di mettersi in ascolto, per chi accetta la complessità senza cedere al cinismo. Il suo lettore ideale non è il tecnico della metrica, ma chi ha un’educazione al sentire. È una poesia che non impone un’interpretazione, ma chiede una partecipazione. In questo senso, Pentagramma di parole è un libro che si riceve più che si legge.

Non c’è bisogno di effetti speciali, né di slanci epici. Basta sedersi e lasciarsi attraversare. E magari, dopo aver letto, alzare il volume e ascoltare un brano di David Garrett, immaginando le parole che potrebbero nascere da una singola nota. La poesia di Tiziana Celano non pretende d’insegnare, ma sa suggerire. E oggi, è già molto. Link di vendita su Amazon

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