Quantcast
Connettiti con noi

News

Referendum e ballottaggi, Italia al voto: affluenza bassa, polemiche e disservizi

Pubblicato

il

Affluenza in calo per i referendum su lavoro e cittadinanza: al voto solo il 22% degli elettori. Nei Comuni al ballottaggio turnout al 35,9%. Disagi, polemiche e appelli dei leader politici.

Roma, 9 giugno 2025 – Si è aperta la seconda giornata di voto in tutta Italia per i cinque referendum su lavoro e cittadinanza. I seggi resteranno aperti fino alle 15 di oggi, come previsto. Contestualmente si vota per i ballottaggi delle elezioni amministrative in 13 Comuni sopra i 15.000 abitanti, tra cui Taranto, Matera e sette Comuni in Sardegna come Nuoro.

Affluenza ai minimi storici

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, l’affluenza alle 23 di domenica per i referendum era di appena il 22%, una percentuale che lascia presagire il mancato raggiungimento del quorum, necessario perché la consultazione sia valida. In confronto, la tornata referendaria del 2009 – anch’essa su due giorni – si concluse senza raggiungere il quorum.

Per le amministrative, l’affluenza complessiva nei Comuni al ballottaggio si attesta al 35,9%, in calo rispetto al 45,82% del primo turno.

Alle 12 di oggi, i dati aggiornati parlano di un’affluenza ai referendum compresa tra il 7,41% e il 7,43%, ancora ben lontana dalla soglia del 10% che statisticamente fa da spartiacque per sperare nel quorum. L’affluenza è particolarmente bassa al Sud: la Calabria è la regione con il dato più basso (10,14% alle 19), mentre la Toscana guida con il 22%, seguita da Emilia-Romagna (21,21%).

Polemiche sul voto

Non sono mancate le polemiche e irregolarità. Il Comitato promotore dei referendum ha segnalato casi in cui i presidenti di seggio avrebbero chiesto preventivamente agli elettori se volessero ritirare tutte e cinque le schede, un comportamento definito “turbativo” e “potenzialmente orientativo”. Una lettera di protesta è stata inviata al sindaco di Roma Roberto Gualtieri e al Prefetto.

Criticità anche a livello logistico: a Roma, in Via dei Genovesi, il seggio al primo piano senza ascensore ha impedito per ore a disabili e anziani di votare. Solo l’intervento di una troupe Rai ha portato all’improvvisato allestimento di un seggio accessibile al piano terra.

Il voto dei leader

Tutti i principali esponenti politici hanno partecipato al voto. Tra loro Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi e Emma Bonino, che ha ricordato il valore del diritto al voto: “Darlo per scontato è pericoloso”.

Anche la premier Giorgia Meloni si è recata al seggio, ribadendo però la sua scelta di non ritirare le schede per non contribuire al raggiungimento del quorum.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato nel suo seggio a Palermo, come da tradizione istituzionale.

Disparità territoriali

I dati regionali evidenziano un’Italia spaccata: Emilia-Romagna e Toscana sono le più partecipative, con affluenze oltre il 10% già nella mattinata di domenica, mentre Campania e Basilicata mostrano un disinteresse marcato, con percentuali sotto il 6%.

Referendum e Quorum: Un bilancio storico

Dalla nascita della Repubblica, l’Italia ha affrontato 78 referendum, ma solo 39 volte è stato raggiunto il quorum. L’ultimo esempio virtuoso risale al 2011 con il referendum sull’acqua pubblica. Oggi i promotori sperano in una rimonta dell’ultima ora, ma i numeri non sembrano incoraggianti.

Una nota di speranza

Emblematica la storia della signora Rosa, 95 anni, che si è recata a votare in sedia a rotelle a Sala Consilina: “Dal referendum del 1946 non ne ho mai perso uno. E finché posso continuerò a votare”.

Mentre nell’isola di Giannutri, dove non esistono seggi e il traghetto passa solo il giovedì, il sindaco ha organizzato un costoso trasferimento per i 15 elettori aventi diritto: solo due hanno usufruito del servizio.

Tra disaffezione, ostacoli pratici e clima di sfiducia, l’Italia affronta una tornata elettorale che potrebbe lasciare il segno più per la mancanza di partecipazione che per i suoi risultati. Resta da vedere se le ultime ore di voto porteranno un’inversione di tendenza o confermeranno una nuova fase storica di astensionismo diffuso.

Pubblicità