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“Napoli Contemporanea”: la città si trasforma in museo a cielo aperto con Silent Hortense di Jaume Plensa
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11 mesi fail

La nuova installazione monumentale di Jaume Plensa arriva in Piazza Municipio: un volto silenzioso che invita alla contemplazione nel cuore frenetico di Napoli, tra arte pubblica e memoria collettiva
Napoli continua a trasformarsi grazie al progetto “Napoli Contemporanea”, ideato e curato da Vincenzo Trione per conto del Comune, in qualità di consulente per la cultura del sindaco Gaetano Manfredi. Il programma, avviato nel 2023, punta a ridisegnare l’immaginario urbano attraverso installazioni monumentali disseminate nei luoghi simbolici della città, fondendo arte pubblica e paesaggio storico con un linguaggio accessibile e di forte impatto visivo.
L’ultima opera ad arricchire questo percorso è Silent Hortense dello scultore catalano Jaume Plensa, già visibile in Piazza Municipio e ufficialmente inaugurata il 5 giugno 2025. Nato a Barcellona nel 1955, Plensa è uno dei massimi interpreti dell’arte contemporanea applicata allo spazio pubblico. Le sue opere, spesso realizzate con materiali eterogenei – dal marmo alla vetroresina, passando per il metallo – fondono tecnologie digitali e artigianato, dando vita a una poetica della monumentalità meditativa.
Silent Hortense appartiene alla nota serie delle “teste silenziose”, figure femminili di grande scala che Plensa ha già collocato in vari contesti internazionali, dagli Stati Uniti all’Europa. A Napoli, la sua presenza austera e al tempo stesso pacificante si innesta nel cuore pulsante della città, dove la stratificazione storica incontra il fermento quotidiano. La scelta della location non è casuale: la piazza, già sede di precedenti interventi artistici del progetto, si conferma come crocevia simbolico del dialogo tra arte, storia e comunità.
La figura ritratta, con gli occhi chiusi, invita al raccoglimento e alla contemplazione, restituendo uno spazio mentale all’interno del frastuono cittadino. La sua superficie liscia e la scala fuori misura non parlano di realismo, ma di astrazione simbolica: il silenzio, la memoria, l’interiorità.
Plensa si inserisce così nella scia di artisti che hanno contribuito a “Napoli Contemporanea”, ognuno con una visione propria, ma con l’obiettivo comune di far riflettere sullo spirito della città. Dopo le lanterne poetiche di Antonio Marras a Vico San Pietro a Majella, cucite a mano dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti, il pubblico ha conosciuto il Pinocchio-Oh! di Marcello Jori, presentato a Piazza Mercato il 30 maggio 2025 e purtroppo già vandalizzato. Un gesto incivile che non spegne, però, la potenza narrativa dell’opera: l’iconico burattino colto nell’istante della nascita si fa simbolo di stupore infantile e meraviglia, proprio come Napoli sa generare nei suoi visitatori.
Prima ancora, il Maschio Angioino aveva ospitato Lacrime di coccodrillo di Francesco Vezzoli, ispirata alla leggenda cruenta della regina Giovanna II, mentre Piazza Municipio aveva accolto la Venere degli Stracci in formato monumentale di Michelangelo Pistoletto – opera oggetto di polemiche e infine distrutta da un incendio accidentale. E ancora, nel 2024, lo scultoreo Arlecchino di Gaetano Pesce, alto dodici metri, aveva suscitato accese reazioni ironiche per la sua forma controversa.
Con Silent Hortense, il progetto trova un nuovo equilibrio tra forza visiva e misura poetica. La scultura di Plensa non urla, ma si impone con la potenza del silenzio. È un volto che sembra ascoltare la città, più che osservarla. Un invito a rallentare, a prendersi un momento per sé, anche in mezzo al teatro urbano più vivo del Mediterraneo.
Napoli, ancora una volta, si dimostra laboratorio d’arte e riflessione, accogliendo opere che non solo decorano, ma interrogano. E il viaggio di “Napoli Contemporanea” è ancora tutto da scrivere.

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