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Un assaggio di Madrid
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Le tappe essenziali consigliate per scoprire la capitale spagnola a “piccoli morsi”.
Qualche giorno di tempo libero non programmato o un’offerta di volo conveniente, ma dall’operativo non esattamente “felice”, sono un’occasione comunque imperdibile per andare alla scoperta di un altro angolo di mondo, con l’evidente consapevolezza di dover effettuare una scelta di luoghi imperdibili per avere almeno una buona idea di base della destinazione. Una scelta perfetta, in questo caso si rivela Madrid.

Centro geografico e capitale della Spagna, Madrid è enorme e ricca di attrattive. Ci viene in aiuto la sua tradizione culinaria fatta di “tapas”, quei piccoli e variegati assaggi della gastronomia locale, che, in genere, vengono serviti al tavolo tutti insieme, ci suggerisce una proposta per ottenere, nell’arco di pochi giorni, una conoscenza indispensabile della città.
Una sorta di “menu turistico” con una serie di tappe iconiche, scelte e combinate secondo la propria preferenza di gusto, per scoprire quale dei “sapori” della capitale ci stuzzica di più.

Elegante, colta, indulge e disinibita, estremamente dinamica fino alla frenesia, Madrid è una città giovane (i suoi 500 anni non sono granché, rispetto alle “colleghe europee”): “edificata sull’acqua, tra le mura di fuoco”, come recitava il motto del suo stemma originario, ha remote radici islamiche, le cui tracce sono praticamente scomparse per opera delle dinastie profondamente cattoliche che si sono succedute al potere ( tra cui gli Asburgo e I Borbone) e una mappa urbana fatta di grandi piazze dalle scenografiche fontane, porte monumentali, edifici architettonicamente simbolici, boulevard sempre trafficati che ti ricordano di essere in una grande capitale e labirinti di vicoli pittoreschi che, invece, ti fanno dimenticare di esserlo.

La “Gran Via” è la arteria principale: un chilometro e mezzo di shopping, traffico e movida, tra le insegne di importanti teatri che furono e quelle delle catene commerciali internazionali che ne hanno preso il posto.

La “Plaza Mayor” con i suoi portici, nella simmetrica ed elegante geometria, è il ritrovo, aperto e al contempo raccolto, luogo simbolo di conviviale ospitalità. “Puerta del Sol” invece è il suo alter-ego più vivace e popolare, con il “km 0” di partenza delle principali strade spagnole e la statua in bronzo, rappresentante un orso con un albero di corbezzolo.

Il “Mercado S. Miguel” del 1916, dalla caratteristica architettura in ferro ospita tra i suoi locali 10 milioni di visitatori che varcano le sue porte per scoprire i prodotti enogastronomici spagnoli, approfittando degli spazi riservati ai grandi chef, per degustare specialità “stellate”.
“Las Ventas”, la più importante “Plaza de Toros” che può contenere oltre venticinquemila spettatori è un’arena imponente dalla spettacolare architettura. La Corrida, l’esibizione di tauromachia, in cui uomo e toro sono in lotta, è una tradizione culturale locale purtroppo (ndr) ancora in uso, pur essendo un argomento scottante di polemica e continue controversie.

La “Cattedrale di Santa Maria dell’Almudena” è un simbolo di perseveranza oltre che di fede: dall’iniziale progetto datato 1879 trascorrerà oltre un secolo per essere finalmente inaugurata nel 1993, da Papa Wojtyla.

La spettacolare cripta, sorretta da 400 colonne sormontate da capitelli tutti diversi, racconta la leggenda della statua della Vergine: ritenuta scomparsa, forse “nascosta” per essere protetta durante la dominazione araba, “riapparve” improvvisamente dopo un improvviso crollo in una sezione delle mura cittadine il 09 novembre del 1085.

Il Palazzo Reale, conosciuto come “Palazzo d’Oriente”, pur curiosamente localizzato sul lato occidentale della città è un complesso di edifici che comprende anche i “Giardini dei Sabatini”, residenza ufficiale dei Reali di Spagna.

Il percorso visitabile, una piccola parte delle otre 3000 stanze, è un’inimmaginabile stratificazione di arte, prestigio e opulenza dalle dimensioni ragguardevoli. Il lunghissimo tavolo nella Sala dei Banchetti, ancora oggi, utilizzato negli eventi di rappresentanza, può esserne un congruo esempio.
Il “Paisaje de la Luz” è una delle zone più belle e densamente attrattive di Madrid, al punto tale di essere stata dichiarata “Patrimonio dell’Umanità”. Il Paseo del Prado è il viale alberato dove si concentrano i tre principali musei della città: il Museo del Prado, casa dei pittori spagnoli Velasquez, Goya, ma anche di Rubens, Rembrandt, Tiziano e Raffaello; il “Reina Sofia”, dove è custodito tra gli altri, il “Guernica” di Picasso e la pinacoteca “Thyssen”, con opere che vanno dal Rinascimento all’arte moderna.

Gli amanti dell’arte saranno messi a dura prova, soprattutto per le infinite file, ma qualsiasi scelta sarà ricompensata, anche dal fatto che, se si riesce a programmare la visita in orari o giorni specifici, il biglietto d’ingresso può essere completamente gratuito.
La passeggiata madrilena può continuare nel verde del Parque del Buen Retiro dove riposarsi all’ombra degli alberi, ai bordi del suo lago artificiale o continuare a passeggiare per godersi lo spettacolo del Palacio de Cristal, una grande serra che, come in un incantesimo da fiaba, si specchia con i suoi riflessi iridescenti sulle acque.

Pur non disdegnando l’uso degli efficienti mezzi del trasporto pubblico, organizzare un breve tour che comprenda queste tappe in pochissimi giorni non è impossibile ed è tutto fattibile a piedi. E sono proprio i piedi, i protagonisti assoluti delle forme di intrattenimento più famose di Madrid: calcio e flamenco sono “rituali” irrinunciabili della cultura locale che, negli gli stadi (il “Bernabeu”, fresco di restyling, tempio del “Real Madrid”) e nei Tablaos ( locali in cui si partecipa a cene- spettacolo) prevede che siano tacchi e tacchetti dare grande spettacolo.


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