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DeepSeek Bloccato in Italia: Il garante della privacy prende provvedimenti dopo bug di sicurezza e preoccupazioni sulla privacy

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Il garante della privacy blocca DeepSeek in Italia dopo la scoperta di una grave vulnerabilità nella sicurezza dei dati degli utenti

In Italia, l’applicazione DeepSeek è stata ufficialmente bloccata dal Garante per la Protezione dei Dati Personali a seguito di preoccupazioni sulla gestione della privacy degli utenti. Il provvedimento arriva dopo che il Garante ha riscontrato risposte insufficienti da parte delle società responsabili dell’app riguardo la conformità alla normativa europea. L’istruttoria è stata aperta, e ora l’accesso a DeepSeek sarà vietato anche tramite il sito web, oltre a quello già bloccato negli app store di Apple e Google.

DeepSeek, un software di intelligenza artificiale relazionale, è stato progettato per analizzare e comprendere le conversazioni umane. L’app è stata lanciata di recente e, in poco tempo, ha guadagnato milioni di download. Tuttavia, il suo rapido successo è stato scosso dalle preoccupazioni sulla sicurezza dei dati, culminate in una falla recentemente scoperta da ricercatori di sicurezza. La vulnerabilità ha esposto milioni di informazioni sensibili, comprese cronologie delle chat e dettagli sugli accessi. Il bug è stato rapidamente corretto dopo la segnalazione, ma non è chiaro se i dati siano stati compromessi da attacchi esterni.

La falla di sicurezza riguardava un database chiamato ClickHouse, collegato a DeepSeek, che era accessibile da remoto senza alcuna autenticazione. Ciò ha permesso potenziali attaccanti di ottenere privilegi elevati all’interno dell’infrastruttura senza alcun ostacolo. I ricercatori di Wiz, la società di sicurezza che ha scoperto il bug, hanno messo in guardia sull’importanza di pratiche di sicurezza più rigorose per proteggere i dati sensibili, soprattutto quando si tratta di intelligenza artificiale e cloud computing.

Parallelamente, Newsguard, la piattaforma che monitora la disinformazione online, ha sottoposto DeepSeek a un test comparativo con altre intelligenze artificiali popolari, riscontrando che l’IA ha dato risposte inaccurate nell’83% dei casi, sfatando affermazioni false solo nel 17% delle situazioni. Un risultato che solleva interrogativi sulla sua affidabilità, considerando che le IA sono sempre più utilizzate per prendere decisioni che riguardano la vita quotidiana delle persone.

Nel frattempo, Sam Altman, CEO di OpenAI e uno dei principali rivali di DeepSeek, ha minimizzato il successo dell’IA cinese, dichiarando che non è all’altezza delle aspettative. Secondo Altman, il sistema ha alcune funzionalità interessanti, ma nel complesso è stato sopravvalutato, in quanto la sua capacità risulta essere a un livello che si era già raggiunto in passato con altre tecnologie.

Il caso DeepSeek ricorda incidenti precedenti, come il fermo di ChatGPT in Italia nel 2023, e evidenzia la crescente attenzione su come le tecnologie di intelligenza artificiale gestiscano i dati degli utenti. In questo contesto, le autorità italiane e globali stanno intensificando il monitoraggio delle applicazioni IA per garantire che rispettino gli standard di sicurezza e privacy stabiliti dalla normativa europea, mentre le aziende tecnologiche sono chiamate a migliorare la protezione delle informazioni sensibili per evitare potenziali crisi legate alla sicurezza dei dati.

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