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Open House Napoli 2026: la Città Metropolitana raddoppia l’offerta al pubblico
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Il consigliere al Patrimonio Antonio Sabino: “Apriremo il Complesso monumentale di Santa Maria la Nova il 2 ottobre e Palazzo Matteotti il 3 e il 4 ottobre 2026”
Anche quest’anno la Città Metropolitana di Napoli partecipa a Open House Napoli, la manifestazione che apre al pubblico gli edifici di pregio storico e architettonico della città, in programma nel weekend dal 2 al 4 ottobre 2026 con 160 aperture straordinarie e la collaborazione di oltre 600 volontari.
La Città Metropolitana di Napoli, quest’anno, rafforza in modo significativo la sua presenza: per la prima volta, infatti, l’offerta al pubblico raddoppia, con l’apertura delle due sedi storiche dell’Ente: oltre al tradizionale appuntamento con il Palazzo della Provincia in piazza Matteotti (sabato 3 e domenica 4 ottobre 2026), sarà infatti visitabile anche il Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, che ospita una selezione di dipinti, tra Ottocento e Novecento, della Collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli. Qui le visite si terranno venerdì 2 ottobre, con tre turni disponibili alle ore 15.30, 16.30 e 17.30. Nelle sale adiacenti alla Sala del Coro sono raccolti vari nuclei tematici: le opere ritrovate e recuperate che raccontano la grande pittura ottocentesca, le vedute del golfo di Napoli, e le raffigurazioni della figura femminile nella pittura partenopea tra fine Ottocento e primo Novecento. Tra i dipinti esposti figurano opere un tempo disperse e poi recuperate grazie al lavoro del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, come “L’Oracolo di Delfo” di Camillo Miola e il “Ritratto di Vittorio Emanuele III” di Achille Talarico, accanto al monumentale “Il pazzo e i savi” di Lionello Balestrieri, che ritrae una scena di vita parigina di forte intensità narrativa. Non mancano le suggestive vedute paesaggistiche, tra cui “Veduta di Ischia da San Michele” di Joseph Rebell e “Marina da Palazzo Donn’Anna” di Giuseppe Laezza. Per l’occasione, la Collezione si arricchisce di una nuova sala espositiva dedicata all’infanzia e alla fanciullezza con opere di Armando De Stefano, Nicola Biondi, Luigi Gentile, Eugenio Viti, Achille Talarico, Enzo Siniscalchi, Angelo Michele Amendola che accoglie otto ulteriori dipinti , portando a circa quaranta il numero complessivo delle opere visitabili. Tutte le informazioni sul percorso di visita sono disponibili alla pagina https://www.cittametropolitana.na.it/smlanova.

Nel Palazzo della Provincia, sede dell’Ente in piazza Matteotti, le visite si svolgeranno invece sabato 3 e domenica 4 ottobre, con quattro turni alle ore 9.30, 10.30, 11.30 e 12.30, a ingresso gratuito e senza obbligo prenotazione. Il percorso, ideato dal personale dell’Ente, prevede una visita accompagnata alle sale di rappresentanza e alla collezione dei dipinti esposti al primo piano, con un’introduzione alla storia architettonica dell’edificio, progettato dagli architetti Marcello Canino e Ferdinando Chiaromonte nel 1934 e inaugurato nell’ottobre del 1936. Il percorso prende avvio dall’osservazione del portale istoriato in bronzo con bassorilievi realizzati dallo scultore Carlo De Veroli in collaborazione con la prestigiosa Fonderia/Marmeria Chiurazzi, e del bassorilievo del Cavallo Rampante, simbolo della Provincia di Napoli, opera dello scultore Gaetano Chiaromonte.
Nei corridoi del primo piano, destinati alle sale degli organi politici e istituzionali, possono ammirarsi le preziose foto d’epoca dell’archivio Parisio-Troncone in cui si documentano tutte le fasi della demolizione dell’antico Rione San Giuseppe e della costruzione del nuovo Rione Carità.
Le sale degli uffici sono invece arredate con una parte delle opere della prestigiosa Collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli, formatasi a partire dal periodo postunitario, dipinti e sculture che solitamente non sono esposte al pubblico, e tra cui spicca il famoso Cavallo Sfrenato di Filippo Palizzi (1818-1899), custodito nella sala del Sindaco della Città Metropolitana di Napoli insieme a un raro documento di archivio: il “Ricordo del 2° Congresso Provinciale” del 1905 di Alfredo Girosi.
Nel percorso di visita, inoltre, sarà possibile ammirare altri dipinti come Anton Sminck van Pitloo “Paesaggio da Mergellina” (1827), Giovanni Ponticelli “Il vero supplizio di Tantalo” (1871), Francesco Dell’Erba “Le beffe dell’ubbriaco” (1878), Giuseppe Sciuti “La pace domestica” (1870), Maria Spanò “Ricordo di Sorrento” (1872), Gustavo Mancinelli “Corradino e suo cugino Federico nel momento prima di essere condotti al patibolo” (1868) o sculture come quella sullo scalone monumentale di Alberto Ferrer “Caddi come corpo morto cadde” del primo decennio del XX secolo in bronzo patinato o il gesso bronzato del 1940 di Luigi Martorelli “Divinità Fluviale”. Nel corridoio del primo piano una sequenza di 20 fotografie in bianco e nero dell’Archivio Parisio-Troncone che documentano la distruzione del rione Carità e la sua ricostruzione post-bellica.
“Open House Napoli rappresenta ogni anno un’occasione preziosa per avvicinare i cittadini al patrimonio storico e artistico custodito nelle nostre sedi istituzionali. Raddoppiare quest’anno l’offerta, aprendo anche il complesso di Santa Maria la Nova con la sua Collezione d’arte arricchita da nuove opere, significa rafforzare l’impegno dell’Ente nella valorizzazione di un patrimonio che appartiene a tutta la comunità metropolitana”, dichiara il consigliere metropolitano delegato al Patrimonio, Antonio Sabino.
Comunicato stampa

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