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Cronaca

Truffe agli anziani, così agiscono le bande tra Napoli e provincia

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Telefonisti, corrieri e trasferte sulle isole: ecco come si evolve il sistema delle truffe agli anziani

Un fenomeno sempre più organizzato

Non si tratta più soltanto della classica truffa del finto nipote. Le indagini condotte dai Carabinieri negli ultimi mesi raccontano un sistema articolato, spesso caratterizzato da una precisa divisione dei ruoli tra telefonisti, incaricati al ritiro del denaro e organizzatori.

Dal primo giugno ad oggi i Carabinieri di Napoli hanno arrestato 17 persone coinvolte in diverse truffe ai danni di anziani, un dato che consente di analizzare in maniera più approfondita l’evoluzione del fenomeno criminale.

La paura resta l’arma principale

Il meccanismo è quasi sempre lo stesso. I truffatori fanno leva sulla paura per un figlio, un nipote o un familiare coinvolto in un incidente, arrestato o alle prese con problemi giudiziari.

Al telefono si presentano come carabinieri, avvocati o parenti in difficoltà. L’obiettivo è convincere la vittima a consegnare denaro, gioielli o altri oggetti di valore nel minor tempo possibile, impedendole di riflettere o verificare quanto sta accadendo.

Dai call center ai corrieri

Le recenti indagini hanno evidenziato strutture organizzate. A Sorrento è emerso un sistema in cui un telefonista teneva impegnata la vittima mentre un complice raggiungeva l’abitazione per ritirare il bottino.

A Quarto i Carabinieri hanno individuato un vero e proprio call center delle truffe, sequestrando 17 telefoni cellulari, un computer portatile e 101 SIM telefoniche. Gli investigatori hanno documentato sette tentativi di truffa in corso e una frode già consumata per 18mila euro ai danni di un’anziana.

Le trasferte sulle isole

Il fenomeno interessa anche Ischia, Capri e Procida.

A Ischia due minorenni sono stati denunciati prima che riuscissero a completare una truffa. Nei loro cellulari erano presenti indirizzi, percorsi e punti di interesse salvati sulle mappe digitali. I giovani avevano inoltre con sé una placca e un tesserino falsi della Polizia di Stato.

A Procida un 32enne è stato arrestato dopo essersi impossessato di circa 8mila euro e diversi gioielli ai danni di un’anziana. Le successive verifiche hanno consentito di collegarlo a una truffa avvenuta il giorno precedente sull’isola di Capri.

Quando la truffa diventa violenza

In alcuni casi il raggiro degenera in aggressione.

A Ischia una coppia di anziani aveva preparato un pacco contenente 15mila euro. Quando i coniugi hanno chiesto chiarimenti, il truffatore ha strappato il denaro dalle mani della donna e ha spinto a terra il marito 93enne intervenuto in sua difesa. Il responsabile è stato successivamente arrestato e il denaro recuperato.

Le truffe più diffuse

Il finto Carabiniere o il falso avvocato

La vittima viene contattata da un sedicente appartenente alle Forze dell’ordine o da un presunto avvocato che racconta di un incidente o di un arresto che coinvolgerebbe un familiare. Per risolvere la situazione viene richiesta una somma di denaro o la consegna di preziosi.

Lo spoofing telefonico

Grazie a particolari tecnologie, sul display può comparire un numero apparentemente riconducibile a una caserma o a un ufficio pubblico. In realtà si tratta di numerazioni falsificate.

La falsa rapina

Il truffatore sostiene che un familiare sia coinvolto in una rapina o che la sua auto sia stata collegata a un reato. Chiede quindi di raccogliere gioielli e oggetti preziosi per presunti controlli investigativi.

Il finto nipote

La telefonata inizia spesso con frasi come “Indovina chi sono?”. La vittima pronuncia il nome di un parente e il truffatore assume quell’identità, chiedendo poi denaro per una falsa emergenza.

I falsi tecnici

Finti addetti del gas, dell’acqua o dell’energia elettrica si presentano a casa per controlli inesistenti e approfittano della situazione per rubare denaro e gioielli.

La truffa della ballerina su WhatsApp

Attraverso un messaggio che invita a votare una giovane ballerina in un concorso, i criminali inducono la vittima a cliccare su un link e a comunicare codici ricevuti via SMS, ottenendo così il controllo dell’account WhatsApp.

La distrazione al bancomat

Un falso passante si offre di aiutare l’anziano allo sportello automatico e ne approfitta per sottrarre denaro o dati bancari.

La manomissione degli ATM

I criminali alterano il funzionamento dei bancomat per bloccare il contante o acquisire i dati delle carte.

Le truffe sentimentali online

Attraverso social network e piattaforme di incontri, i malviventi instaurano una relazione virtuale con la vittima e successivamente chiedono denaro per presunte emergenze.

Il decalogo dei Carabinieri

1. Ricordare che le Forze dell’ordine non chiedono mai denaro, gioielli o beni di valore.

2. Non fidarsi del numero visualizzato sul telefono perché può essere falsificato.

3. Interrompere le telefonate sospette e contattare direttamente familiari o Forze dell’ordine.

4. Non aprire la porta agli sconosciuti che si presentano come tecnici o funzionari.

5. Non consegnare mai contanti, gioielli o carte di pagamento a persone inviate dopo una telefonata.

6. Non rivelare il nome dei propri familiari a chi chiede “Indovina chi sono?”.

7. Non cliccare su link sospetti ricevuti tramite WhatsApp.

8. Non comunicare mai codici ricevuti via SMS o credenziali di accesso.

9. Verificare sempre ogni richiesta di denaro con un familiare o una persona fidata.

10. Segnalare immediatamente qualsiasi tentativo di truffa al numero di emergenza 112.

La prevenzione resta l’arma più efficace

Le recenti indagini dimostrano come la conoscenza delle tecniche utilizzate dai truffatori continui a rappresentare la migliore difesa. Una telefonata a un genitore anziano, un confronto con un vicino di casa o una semplice verifica prima di consegnare denaro possono interrompere il raggiro e impedire che l’ennesima truffa vada a segno.

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