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Report, stop alle repliche Rai: scontro con Ranucci e querela ai giornali
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La Rai sospende le repliche estive di Report. La redazione parla di censura, Ranucci annuncia querele per diffamazione e replica alle polemiche.
La decisione della Rai di sospendere le repliche estive di Report ha acceso un nuovo fronte di polemica tra l’azienda di servizio pubblico e la redazione del programma di approfondimento di Rai 3. La vicenda si intreccia con gli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato ai danni del conduttore Sigfrido Ranucci e con l’annuncio di una serie di azioni legali per presunta diffamazione nei confronti di alcune testate giornalistiche.
Esplosione della controversia
La controversia è esplosa dopo la pubblicazione di un comunicato diffuso dalla redazione di Report attraverso i propri canali ufficiali. Nel testo viene riportata la comunicazione ricevuta dalla Direzione Approfondimento della Rai, secondo la quale le repliche estive del programma sarebbero state sospese “in attesa che si chiarisca la posizione di Ranucci” nell’ambito delle indagini in corso relative all’attentato subito dal giornalista.
La redazione: “Censura senza precedenti”
La redazione ha definito il provvedimento una “censura senza precedenti”, sostenendo che le puntate destinate alla programmazione estiva erano già state regolarmente trasmesse dopo aver superato i consueti controlli editoriali previsti dall’azienda. Nel comunicato viene inoltre espresso il timore che la sospensione delle repliche possa rappresentare un segnale preoccupante anche in vista della prossima stagione televisiva.
Pochi giorni prima, la stessa pagina ufficiale di Report aveva annunciato l’avvio della programmazione estiva delle repliche, previsto dal 12 luglio su Rai 3. La successiva cancellazione dal palinsesto ha quindi alimentato il dibattito pubblico e numerose reazioni sui social network.
La campagna #GiuLeManiDaReport
A sostegno della trasmissione è nata la campagna #GiuLeManiDaReport, rilanciata sia dalla redazione sia da numerosi telespettatori. Secondo quanto comunicato dagli stessi giornalisti del programma, migliaia di utenti si sarebbero collegati su RaiPlay nell’orario in cui era prevista la replica non trasmessa in televisione.
Il fronte giudiziario
Parallelamente alla vicenda televisiva, si è sviluppato anche il fronte giudiziario. Attraverso il proprio legale, l’avvocato Roberto De Vita, Sigfrido Ranucci ha annunciato la presentazione di una denuncia-querela per diffamazione pluriaggravata e altri reati nei confronti di alcuni organi di informazione e di soggetti ritenuti responsabili della diffusione di ricostruzioni considerate lesive della sua reputazione.
La narrazione del “finto attentato”
Secondo quanto reso noto dalla difesa del giornalista, alcune pubblicazioni avrebbero alimentato la narrazione di un presunto “finto attentato”, trasformando, a loro avviso, la vittima dell’episodio nel beneficiario dello stesso. La querela riguarda inoltre la presunta diffusione di atti coperti dal segreto investigativo, con riferimento alla pubblicazione di intercettazioni, verbali e altri documenti relativi alle indagini. Tra le testate citate nelle comunicazioni del legale figurano Domani e La Verità.
L’inchiesta sull’attentato
L’inchiesta sull’attentato a Ranucci resta tuttora aperta. Negli ultimi giorni gli investigatori hanno eseguito diversi arresti nei confronti di persone ritenute coinvolte nell’episodio, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda. Le indagini sono ancora in corso e, come previsto dall’ordinamento italiano, per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Nessuna cancellazione del programma Report solo sospensione delle Repliche
Al momento la Rai non ha annunciato la cancellazione definitiva del programma Report. Le comunicazioni ufficiali dell’azienda riguardano esclusivamente la sospensione delle repliche estive, motivata come misura cautelativa in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. Di diverso avviso la redazione della trasmissione, che continua a ritenere la decisione lesiva dell’autonomia editoriale del programma e del lavoro svolto dai propri giornalisti.
Vicenda aperta sia sul piano editoriale sia su quello giudiziario
La vicenda resta quindi aperta sia sul piano editoriale sia su quello giudiziario. Da un lato proseguono le verifiche investigative sull’attentato ai danni del conduttore, dall’altro saranno gli sviluppi delle azioni legali annunciate da Ranucci e le future decisioni della Rai a delineare il quadro definitivo di una controversia che continua a suscitare un ampio dibattito nel panorama dell’informazione italiana.

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