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Etna, scatta l’allerta gialla: Protezione Civile in preallerta e monitoraggio rafforzato

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etna allerta gialla giugno 2026

Attività effusiva a circa 3mila metri nella Valle del Leone. Possibile una rapida evoluzione dei fenomeni: massima attenzione soprattutto per gli escursionisti in quota

SICILIA – Sale il livello di attenzione sull’Etna. Il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio dell’allerta per il vulcano dal livello verde al livello giallo, attivando contestualmente la fase operativa di preallerta.

La decisione è stata assunta nella serata di venerdì 26 giugno, al termine di una riunione con i Centri di Competenza e con il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana. Alla base del provvedimento c’è il verificarsi di un’attività effusiva nell’alto settore della Valle del Leone, nell’alta Valle del Bove, a una quota di circa 3.000 metri.

A destare ulteriore attenzione è il costante aumento del tremore vulcanico registrato negli ultimi giorni. Secondo le valutazioni degli esperti, lo scenario potrebbe evolvere anche rapidamente verso fenomeni caratterizzati da una maggiore energia.

Attenzione agli escursionisti in quota

L’attivazione della fase di preallerta comporta il rafforzamento del sistema di monitoraggio e del raccordo informativo tra comunità scientifica, strutture territoriali e componenti operative del Servizio nazionale della Protezione Civile.

Particolare attenzione viene rivolta alla possibile presenza di escursionisti nelle aree sommitali e nelle zone in quota. Le strutture territoriali sono state invitate ad adottare le opportune misure operative locali e gli interventi necessari per ridurre i rischi.

Il passaggio al livello giallo non indica automaticamente un’eruzione di grandi dimensioni o un’emergenza generalizzata per la popolazione, ma segnala una condizione di maggiore instabilità che richiede prudenza e un controllo più intenso dell’evoluzione del vulcano.

Etna sotto osservazione

Le valutazioni sulla pericolosità vengono fornite dai Centri di Competenza, tra i quali l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, attraverso l’Osservatorio Etneo, l’Osservatorio Vesuviano e la Sezione di Palermo, insieme al CNR-IREA.

Le informazioni vengono condivise con la Protezione Civile della Regione Siciliana, chiamata ad allertare le strutture locali e ad adottare eventuali misure in caso di impatti sul territorio.

Nel comunicato ufficiale viene sottolineato che permane una situazione di potenziato disequilibrio del vulcano, indipendentemente dalle variazioni che i singoli fenomeni possono manifestare nel corso delle ore.

La popolazione e i visitatori presenti sull’isola sono pertanto invitati a mantenersi informati e a seguire scrupolosamente le indicazioni diffuse dalle autorità locali e dagli organismi di Protezione Civile.

L’Etna resta dunque sotto stretta osservazione, mentre il sistema di monitoraggio scientifico e operativo è stato rafforzato per seguire in tempo reale qualsiasi possibile evoluzione dell’attività vulcanica.

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