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Santa Maria Capua Vetere, riaperte tre infermerie in carcere

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Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, riaperte tre infermerie interne: passo avanti per il diritto alla salute dei detenuti

Santa Maria Capua Vetere, un traguardo per la sanità penitenziaria

Un risultato atteso e significativo è stato raggiunto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove sono state riaperte le tre infermerie interne dell’istituto penitenziario. Un traguardo importante, frutto di un intenso lavoro di mediazione istituzionale e di una collaborazione concreta tra i diversi enti coinvolti.

La riapertura segna un passo decisivo nel miglioramento dell’assistenza sanitaria all’interno del carcere e rappresenta un segnale tangibile di attenzione ai diritti fondamentali delle persone detenute.

Il ruolo del Garante dei detenuti

Determinante è stato l’impegno del Garante dei diritti dei detenuti della Provincia di Caserta, Don Salvatore Saggiomo, che ha promosso e sostenuto un dialogo costante con l’ASL di Caserta. Un confronto fondato sulla collaborazione, che ha permesso di avviare un percorso condiviso e orientato a risultati concreti.

Un’azione istituzionale che ha trovato risposte positive e che ha consentito di superare criticità annose, restituendo funzionalità alle strutture sanitarie interne al carcere.

La collaborazione con l’ASL di Caserta

Un ringraziamento particolare viene rivolto al dottor Giuseppe Nesi, del Coordinamento Sanità Penitenziaria, e al dottor Michele Caturano, per la disponibilità dimostrata e per la sensibilità istituzionale che ha accompagnato ogni fase del percorso.

Il lavoro congiunto tra Amministrazione penitenziaria e sistema sanitario territoriale ha reso possibile il raggiungimento di un obiettivo fondamentale per la tutela della salute dei detenuti.

Un passo concreto per il diritto alla salute

L’apertura delle tre infermerie interne rappresenta un passo concreto verso una maggiore tutela del diritto alla salute all’interno dell’istituto penitenziario. Un risultato che conferma come il dialogo tra istituzioni, se fondato sulla responsabilità e sulla volontà di cooperare, possa produrre effetti reali e duraturi sulle condizioni di vita nelle carceri.

Un intervento che contribuisce anche al miglioramento complessivo della dignità umana e delle condizioni detentive.

La dichiarazione del Garante

«Questo risultato dimostra che il confronto tra istituzioni può trasformarsi in azioni concrete a tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute. La salute è un diritto che non può conoscere barriere», ha dichiarato Don Salvatore Saggiomo, sottolineando il valore umano e sociale dell’obiettivo raggiunto.

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