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Giorgia Meloni denuncia i deepfake: “Foto false create con l’IA per diffondere falsità”

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La premier sui social denuncia la diffusione di immagini fake generate con l’intelligenza artificiale e lancia un appello contro la disinformazione digitale

“Girano in questi giorni diverse mie foto false, generate con l’intelligenza artificiale e spacciate per vere da qualche solerte oppositore”.

Con un messaggio pubblicato sui social lo scorso 5 maggio, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha denunciato la diffusione online di immagini manipolate tramite intelligenza artificiale, rilanciando il tema dei rischi legati ai cosiddetti deepfake.

Nel post, la premier ha spiegato come alcune immagini circolate in rete siano state artificialmente create e utilizzate per alimentare attacchi politici e diffondere contenuti falsi. Con tono ironico, Meloni ha anche osservato che gli autori delle immagini “l’hanno migliorata parecchio”, ma ha subito riportato l’attenzione sulla gravità del fenomeno.

Pur di attaccare e di inventare falsità, ormai si usa davvero qualsiasi cosa”, ha scritto la presidente del Consiglio, sottolineando come il problema vada ben oltre la sua vicenda personale.

Secondo Meloni, infatti, i deepfake rappresentano uno strumento particolarmente pericoloso perché in grado di ingannare, manipolare l’opinione pubblica e colpire chiunque, spesso senza possibilità di difesa immediata.

I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Io posso difendermi. Molti altri no”, ha aggiunto, evidenziando i rischi che le nuove tecnologie possono comportare soprattutto per i cittadini comuni, meno esposti mediaticamente e privi di strumenti adeguati per contrastare la diffusione di contenuti falsi.

Nel suo intervento, la premier ha quindi lanciato un appello alla responsabilità nell’utilizzo dei social network e nella condivisione delle informazioni online:

Verificare prima di credere, e credere prima di condividere. Perché oggi capita a me, domani può capitare a chiunque”.

Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui il dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e sulla regolamentazione dei contenuti digitali è sempre più centrale, anche alla luce della crescente diffusione di immagini, video e audio manipolati in modo realistico attraverso sistemi di IA generativa.

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