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CPR a Castel Volturno, CISAL attacca: “Scelta incoerente con lo sviluppo del litorale domizio”
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Il sindacato guidato da Ferdinando Palumbo critica il progetto del Centro di Permanenza per i Rimpatri: “Rischia di compromettere anni di lavoro su turismo, riqualificazione e investimenti lungo la costa tra Mondragone e Cellole”
La prospettiva di realizzare un Centro di Permanenza per i Rimpatri a Castel Volturno riapre una discussione che va oltre la semplice gestione dei flussi migratori e tocca direttamente il modello di sviluppo del litorale domizio, un’area che, negli ultimi anni, ha cercato con difficoltà e attraverso una rinnovata collaborazione istituzionale di ridefinire la propria identità, puntando su riqualificazione urbana, turismo e valorizzazione della costa tirrenica. In questo contesto, la possibile localizzazione di una struttura come un CPR appare in evidente disallineamento rispetto al percorso intrapreso dal territorio.
Il tratto di costa che unisce Mondragone, Castel Volturno e Cellole è stato infatti oggetto di strategie condivise volte ad attrarre investimenti e a superare una narrazione a lungo esclusivamente legata a criticità sociali e ambientali. Una decisione di questo tipo rischierebbe, secondo diverse valutazioni, di indebolire tale percorso, introducendo elementi di tensione tra esigenze di sicurezza e obiettivi di sviluppo. Sul tema interviene la CISAL Caserta, che esprime una posizione netta attraverso il segretario generale Ferdinando Palumbo. “La scelta di localizzare un CPR sul litorale domizio confligge apertamente con il lavoro portato avanti in questi anni, che ci ha visto tutti coesi nel tentativo di trasformare il lungomare in una reale attrattiva turistica.
È una decisione che rischia di compromettere un percorso costruito con responsabilità e visione, e che appare, a tutti gli effetti, una scelta politica strabica”. Il sindacato sottolinea inoltre la propria impostazione, da sempre attenta alle dinamiche sociali del territorio e al fenomeno migratorio nella provincia di Caserta, senza approcci ideologici o contrapposizioni pregiudiziali. L’azione sindacale, viene ribadito, si è sviluppata nel tempo cercando di coniugare legalità, sicurezza, umanità e accoglienza, nella consapevolezza del ruolo dei lavoratori stranieri in diversi comparti produttivi locali.
“Nessuno più di noi conosce la realtà del lavoro in questa provincia: interi settori produttivi vedono oggi la presenza determinante di lavoratori stranieri. Per questo abbiamo sempre affrontato il tema dell’immigrazione con equilibrio, evitando contrapposizioni ideologiche e puntando su un modello che tenga insieme diritti, doveri e integrazione reale”, aggiunge Palumbo. Il punto, secondo la CISAL, non riguarda la negazione degli strumenti di gestione dei flussi migratori, ma la coerenza delle scelte rispetto ai processi di sviluppo in atto. In gioco, viene evidenziato, non vi sarebbe soltanto la collocazione di una struttura, ma la tenuta complessiva di un percorso di rilancio del litorale domizio costruito negli ultimi anni.
Fonte: nota stampa CISAL Caserta

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