Politica
Grillo contro Conte, battaglia sul simbolo M5S: tribunale chiamato a decidere
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Scontro tra Grillo e Conte sul simbolo del Movimento 5 Stelle: avviata l’azione legale. Il tribunale di Roma dovrà decidere chi detiene il marchio.
Scontro aperto tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte sul controllo del simbolo del Movimento 5 Stelle. La vicenda è ora nelle mani del tribunale civile di Roma, che dovrà stabilire chi ha il diritto di utilizzare nome e marchio del M5S. Una decisione che potrebbe cambiare gli equilibri interni del partito.
Grillo avvia l’azione legale sul simbolo M5S
La frattura politica tra Grillo e Conte entra ufficialmente in una nuova fase: quella giudiziaria. Il fondatore del Movimento, insieme all’associazione originaria con sede a Genova, ha notificato un atto di citazione davanti al Tribunale civile di Roma per rivendicare la titolarità esclusiva del nome e del simbolo “Movimento 5 Stelle”.
Secondo questa impostazione, l’attuale utilizzo da parte della struttura guidata da Conte non sarebbe più giuridicamente legittimo. La prima udienza è fissata per luglio e rappresenta un passaggio chiave per il futuro del Movimento.
Il nodo giuridico: chi possiede il simbolo del Movimento 5 Stelle
La controversia riguarda una questione mai chiarita del tutto: chi detiene realmente i diritti sul simbolo del M5S.
Nel 2009 il Movimento nasce come “non-associazione”, mentre solo nel 2012 viene formalizzata una struttura con registrazione ufficiale di nome e simbolo. È proprio su questo passaggio che si fonda l’azione legale di Grillo.
A rafforzare questa posizione ci sono anche precedenti giudiziari, tra cui una sentenza della Corte d’Appello di Genova del 2021, che ha riconosciuto al fondatore un ruolo centrale nella titolarità del contrassegno.
Dopo la Costituente lo scontro è diventato definitivo
La causa arriva dopo mesi di tensioni culminate con la Costituente del 2024, quando gli iscritti hanno approvato la riforma che ha eliminato il ruolo di garante, fino ad allora ricoperto da Grillo.
Da quel momento il fondatore ha progressivamente preso le distanze dalla linea politica di Conte, contestando la trasformazione del Movimento in una forza più strutturata e meno aderente alla visione originaria.
Cosa succede se il tribunale dà ragione a Grillo
Le conseguenze potrebbero essere rilevanti. Se il tribunale dovesse accogliere le richieste di Grillo, il Movimento guidato da Conte potrebbe essere costretto a cambiare nome, simbolo e identità comunicativa.
In gioco non c’è soltanto un logo, ma uno dei marchi politici più riconoscibili degli ultimi anni. La decisione potrebbe quindi incidere direttamente anche sugli equilibri politici nazionali.
La decisione del tribunale può cambiare il futuro del M5S
Il giudice dovrà stabilire se l’evoluzione del Movimento abbia mantenuto un legame giuridico con la struttura originaria oppure se, come sostiene Grillo, l’attuale utilizzo rappresenti una prosecuzione non autorizzata.
La sentenza attesa a luglio potrebbe aprire un precedente importante nel rapporto tra fondatori e leadership nei partiti italiani.

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