Cronaca
Napoli, sequestro di beni a imprenditore vicino alla camorra
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Misure di prevenzione per patrimoni sproporzionati: colpite società, immobili e rapporti finanziari tra Sant’Erasmo, San Giovanni e il Porto
Il sequestro disposto dal Tribunale di Napoli
Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro di prevenzione, finalizzato alla confisca di beni, emesso dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione nei confronti di un imprenditore classe 1965. L’uomo è ritenuto soggetto ad elevata pericolosità sociale, in quanto indiziato di appartenenza a contesti di criminalità organizzata attivi sul territorio cittadino.
I legami con la criminalità organizzata
Secondo quanto emerso, l’imprenditore sarebbe vicino al clan camorristico facente capo alla famiglia Montescuro, sodalizio già guidato dal defunto Carmine Montescuro, detto “’o munuzz”, particolarmente attivo nei settori delle estorsioni, dell’usura e negli appalti legati alla riqualificazione dell’area orientale di Napoli, con interessi consolidati anche lungo via Nuova Marina e nella strategica zona del Porto di Napoli.
L’indagine patrimoniale della Polizia Anticrimine
Il provvedimento, di natura cautelare e non definitiva, è stato adottato accogliendo la proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore di Napoli, al termine di un’articolata attività di accertamento patrimoniale svolta dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli.
Gli accertamenti hanno fatto emergere una sistematica e prolungata accumulazione di ricchezza, ritenuta sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati e riconducibile, allo stato degli atti, a dinamiche di matrice criminale.
Le vicende giudiziarie pregresse
Il profilo dell’imprenditore risulta centrale anche in un’inchiesta della Procura di Napoli avviata nel 2016, che ha disvelato l’operatività del clan Montescuro e le modalità di controllo del territorio attraverso estorsioni e usura ai danni di imprenditori e commercianti, aggravate dal metodo mafioso.
L’uomo era stato arrestato nell’ottobre del 2019 in esecuzione di una misura cautelare personale e successivamente condannato in primo grado e in appello non definitivo per la partecipazione al clan e per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
I beni sottoposti a sequestro
Il decreto di sequestro ha colpito un articolato compendio patrimoniale, ritenuto nella disponibilità effettiva dell’imprenditore, anche se in parte formalmente intestato a familiari. In particolare, sono stati sottoposti a sequestro:
- beni immobili, tra cui un’abitazione e diverse autorimesse e posti auto situati nel Centro Direzionale;
- la totalità dei beni strumentali di tre società, una operante nella distribuzione di carburanti e due nel commercio di parti, accessori e ricambi per auto e motoveicoli;
- rapporti finanziari e assicurativi presso istituti bancari e Poste Italiane.
Il sequestro rientra nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali ed è stato disposto in fase cautelare. Il destinatario del provvedimento è persona sottoposta a procedimento di prevenzione e deve pertanto considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva. A diffondere la notizia una Comunicazione della Questura di Napoli.

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