Esteri
Guerra in Medio Oriente, esplosioni a Teheran e Dubai: Usa e Israele colpiscono oltre 200 obiettivi iraniani
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È il quattordicesimo giorno di conflitto: continuano gli attacchi militari mentre la crisi rischia di allargarsi a tutta la regione.
È il quattordicesimo giorno di conflitto in Medio Oriente e la tensione resta altissima. Nelle ultime ore potenti esplosioni sono state segnalate a Teheran e a Dubai, mentre proseguono gli attacchi militari tra Iran, Israele e Stati Uniti.
Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane, nelle ultime 24 ore decine di velivoli hanno effettuato 20 attacchi su larga scala nell’Iran centrale e occidentale, colpendo oltre 200 obiettivi, tra cui lanciamissili balistici, sistemi di difesa e siti di produzione di armi. L’operazione rientra nella campagna militare denominata Roaring Lion.
A Teheran diversi media locali hanno parlato di forti esplosioni avvertite in varie zone della città, con residenti che hanno riferito di case tremate per l’intensità delle detonazioni. Al momento non sono stati forniti dettagli ufficiali su eventuali vittime o danni.
Nuove tensioni anche nel Golfo. Secondo fonti citate dalla CBS, una nave iraniana sarebbe stata colpita dagli Stati Uniti dopo essersi avvicinata troppo alla portaerei americana USS Abraham Lincoln. Da parte iraniana, però, arriva una versione opposta: Teheran sostiene di aver colpito la stessa portaerei con missili, costringendola a ritirarsi.
Nel frattempo esplosioni e una densa colonna di fumo sono state segnalate anche nel centro di Dubai, secondo giornalisti presenti sul posto.
Sul fronte politico, il presidente statunitense Donald Trump ha rivendicato la superiorità militare americana in un messaggio pubblicato sui social, affermando che le forze iraniane sarebbero state “decimate”.
La crisi si estende anche ad altri Paesi della regione. In Iraq un aereo cisterna militare statunitense si è schiantato, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato la morte di un militare francese in un attacco nella regione di Erbil.
Intanto la nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha promesso vendetta e ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso, invitando i Paesi della regione a chiudere le basi militari americane.
Il conflitto continua quindi ad allargarsi, con il timore crescente di una escalation regionale sempre più ampia.

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