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Ultima Generazione: Roma, non luogo a procedere per il mega blocco del muro torto
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3 mesi fail

Sono ben 61 a oggi le assoluzioni relative alle azioni nonviolente portate avanti da Ultima Generazione
Roma 03.02.2026. ieri mattina presso il tribunale di Roma alle ore 12 si è tenuta l’udienza per il processo che ha visto imputate 35 persone per l’azione compiuta il 18 maggio 2024 all’incrocio tra Muro Torto e Corso Italia; l’azione venne compiuta nell’ambito della campagna per il Fondo Riparazione: si chiedeva al governo l’istituzione di un fondo preventivo permanente e partecipato per proteggere i territori colpiti dagli eventi climatici estremi; qualcosa di cui purtroppo gli eventi di questi giorni, tra cicloni in pieno Mediterraneo, città che franano e passerelle governative, ci ricordano la necessità.
I capi d’imputazione sono: artt. 110, 112 c. 1 n. 1, 340 cc. 1,2 cp, art. 76 c. 3 dlgs 159/2011, artt. 61 n. 2, 337 cp, artt. 576, 582, 585 cp.
Il giudice al termine dell’udienza ha deciso per il non luogo a procedere perché all’epoca dei fatti il blocco stradale non costituiva reato
Davide, 29 anni ,studente di astronomia, ieri ha dichiarato in un video: ” Oggi 3 febbraio 2026 siamo qui di fronte al Tribunale di Piazzale Clodio a Roma dopo un’udienza di successo in cui siamo stati assolti da una serie di reati che derivavano da un blocco stradale, l’ultimo grande blocco stradale che abbiamo fatto come Ultima Generazione in più di 35 persone per chiedere un Fondo di Riparazione ai danni delle catastrofi climatiche. Ieri come oggi è quanto mai necessario un Fondo che vada ad aiutare le persone abbandonate di fronte agli incendi, alle alluvioni, alle mareggiate che abbiamo visto in Sicilia e Sardegna, alle frane che stanno facendo miliardi di euro di danni alla popolazione. Quindi, oggi per noi è un gran giorno in cui abbiamo ottenuto una sentenza di non luogo a procedere che dimostra quanto appunto protestare sia ancora possibile, è necessario oggi e soprattutto non è reato”
UN NUOVO PROVVEDIMENTO CHE RICONOSCE LA GIUSTEZZA DELLA NOSTRA AZIONE MENTRE IL GOVERNO PREPARA IL NUOVO PACCHETTO SICUREZZA.
Con quella di ieri 3 febbraio, cui si aggiunge anche un’assoluzione a Trapani per mancata presentazione alla residenza dopo un FVO da Catania, siamo al 61° provvedimento della Magistratura per azioni dirette nonviolente compiute come Ultima Generazione, in cui vengono riconosciute le nostre ragioni. Un numero che ci ricorda, ancora una volta, che in uno stato democratico la protesta e l’azione diretta nonviolenta non sono dei reati ma, in un paese che risulta al 16° posto in classifica – secondo le stime del Climate Risk index – tra i paesi più colpiti dalla crisi climatica (e le recenti alluvioni in Sicilia e Sardegna e la frana di Niscemi lo confermano) e in un momento storico in cui anche i tentativi di affrontare la crisi climatica a livello mondiale si svuotano di speranza. Ma il governo anziché affrontare i problemi reali delle persone, sta per varare un nuovo provvedimento legislativo teso ancora di più ad impedire il diritto costituzionale a manifestare.

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