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“Napoli Explosion”
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4 mesi fail

Il tradizionale Capodanno a Napoli come non lo avete mai visto
Nel mondo, esplodono le bombe e le guerre; con esse esplodono la paura, il dolore, la rabbia. Perfino le stelle nelle galassie lontane, quando muoiono, esplodono. Per fortuna però, esplode anche la gioia, insieme ai tappi di bottiglia, soprattutto allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, per festeggiare l’ingresso nel nuovo anno.

A Napoli, in particolare, esplodono soprattutto i fuochi d’artificio: una tradizione così consolidata e diffusa da costituire un evento eccezionale, in programma solo per quella speciale notte. Un appuntamento fisso, non una replica, ma una versione sempre diversa che porta in scena enfasi, platealità, esagerazione.
Il fotografo napoletano Mario Amura e la sua equipe di colleghi hanno scelto di attendere il passaggio dal vecchio al nuovo anno sulle pendici del Monte Faito, calibrando gli obiettivi dei loro strumenti fotografici per catturare le immagini di ciò che accade allo scattare della mezzanotte. Un rituale ripetutosi per ben 10 anni che ha portato alla produzione di incredibili opere fotografiche esposte nella mostra “Napoli Explosion” al RAP, il Real Albergo dei Poveri di Napoli, dal 15 dicembre 2025 al 08 marzo 2026 ad ingresso gratuito.
Ci sono scatti che diventano quasi delle tavole da Rorscharch Test, in cui la definizione è tutt’altro che oggettiva, ma è filtrata attraverso il vissuto personale di chi la osserva e dal significato convenzionale dei colori: ci si immerge nel blu dei fondali marini, si avverte quasi il calore di fucine che rosseggiano di fuoco, si rimane quasi ipnotizzati dai grovigli di elettrici fili d’oro o increduli davanti a quelli che appaiono come giardini fioriti che sembrano evocare le acquatiche ninfee di Monet.

Durante tutti i giorni dell’anno, lo sguardo di ogni napoletano rivolto alla “montagna dormiente” si accompagna, con implicito timore, alla segreta raccomandazione per un sonno prolungato, ma quando, negli ultimi minuti dell’anno, partito il conto alla rovescia, allo scoccare della mezzanotte ecco accadere il colpo di scena! Per i primi concitati minuti del nuovo anno, la città si concede il lusso di ribaltare l’equilibrio. Napoli che esorcizza la paura del fuoco col fuoco stesso, scongiura il rischio peggiore, creando la più grande, inimmaginabile esplosione attraverso fuoco e fiamme, per incutere paura al vulcano che, oscurato e messo in ombra, si gode anch’egli questa sfavillante festa.
E’ lo spettacolo di capodanno che tutti conosciamo, ma come non lo abbiamo mai visto.
Queste impressionanti immagini “dipinte di luce”, come le definisce il curatore della mostra Sylvain Bellenger, Direttore Generale del Museo e Real Bosco di Capodimonte, nascono dalla cooperazione di tre (f)attori: gli abilissimi e invisibili fotografi che preparano al meglio il set di uno shooting irripetibile per definizione (come si può vedere in uno dei filmati del percorso espositivo); Napoli e il Vesuvio, protagonista e spettatore principale degli scatti più incredibili; i cittadini che, seppur inconsapevolmente, hanno contribuito a questa speciale visione d’arte anche solo con una piccola scintilla accesa a mezzanotte.

Questo percorso non è solo l’esaltazione della fotografia come forma d’arte in grado di catturare e prolungare un bel momento, ma è anche una dichiarazione d’amore di un fotografo per la luce e per la sua città. Nel contemplare quelle immagini, perdendosi tra le tante forme che i fuochi d’artificio riescono a creare, ci è sembrato di intravedere quasi un messaggio di auguri per l’anno che sta iniziando, in cui Napoli mostra al mondo l’unico tipo di esplosione a cui vorremmo continuare ad assistere in futuro, fatta solo di gioia, colori, luce.

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