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Entertainment

Addio a Brigitte Bardot, il mito che ha cambiato per sempre il volto della donna nel cinema

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Attrice, icona di libertà e coscienza animalista: con la sua vita ha scandalizzato, affascinato e diviso il mondo

Si è spenta Brigitte Bardot, una delle figure più dirompenti e simboliche del Novecento. Attrice, musa, scandalo vivente e poi militante radicale per i diritti degli animali, Bardot non è stata soltanto una star del cinema francese e internazionale: è stata un terremoto culturale.

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Negli anni Cinquanta e Sessanta il suo volto e il suo corpo hanno incarnato una nuova idea di femminilità, libera, sensuale, non addomesticata. Film come Et Dieu… créa la femme non la resero semplicemente famosa: la trasformarono in un’icona globale, capace di mettere in crisi il moralismo dell’epoca e di ridefinire il rapporto tra donna, desiderio e autonomia personale.

Ma Bardot è stata anche una figura profondamente contraddittoria. All’apice del successo decise di abbandonare il cinema, rifiutando Hollywood e il sistema dello star system, per ritirarsi a una vita appartata. Da quel momento in poi, la sua voce si è fatta più aspra e radicale, concentrata quasi esclusivamente sulla difesa degli animali, causa alla quale ha dedicato energie, patrimonio e battaglie pubbliche, spesso pagando il prezzo di prese di posizione dure.

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Amata e criticata, imitata e contestata, Brigitte Bardot non ha mai cercato il consenso. Ha vissuto seguendo un’idea assoluta di libertà, anche quando questa la portava all’isolamento. La sua morte chiude definitivamente un’epoca in cui il cinema, la società e il costume si muovevano insieme, spinti da figure capaci di incarnare lo spirito del tempo.

Resta il mito, resta l’immagine, resta soprattutto l’eredità di una donna che non ha mai chiesto il permesso per essere se stessa. E che, proprio per questo, non verrà dimenticata.

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