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Lavoro: nel terzo trimestre 2025 l’occupazione rallenta e cresce l’inattività
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5 mesi fail

Istat: calano gli occupati a termine, salgono inattività e costo del lavoro mentre il sistema economico registra più ore lavorate
Nel terzo trimestre 2025 il mercato del lavoro italiano mostra segnali di rallentamento sul fronte dell’occupazione, mentre aumenta la pressione sul lato dell’inattività. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Istat, che fotografa un’economia in cui crescono le ore lavorate e migliorano alcuni indicatori produttivi, ma si indebolisce l’equilibrio tra occupati, disoccupati e inattivi.
Ore lavorate in crescita, Pil stabile
L’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, aumenta dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e del 2% rispetto allo stesso trimestre del 2024.
È importante ricordare che l’Istat utilizza due tipi di confronti:
- variazione congiunturale, che confronta un trimestre con quello immediatamente precedente (ad esempio: III trimestre 2025 vs II trimestre 2025);
- variazione tendenziale, che mette a confronto lo stesso periodo a distanza di un anno (III trimestre 2025 vs III trimestre 2024).
La dinamica congiunturale mostra quindi un incremento delle ore lavorate nel breve periodo, mentre la variazione tendenziale conferma un aumento consistente su base annuale.
Il Pil, invece, cresce solo dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,6% tendenziale.
Occupazione in lieve calo: -45 mila unità
Gli occupati scendono a 24 milioni 102 mila, con una riduzione di 45 mila persone (-0,2%) rispetto al trimestre precedente.
Alla base del calo si registra:
- un forte calo dei dipendenti a termine (-51 mila, -2,0%),
- la stabilità dei dipendenti a tempo indeterminato,
- la crescita degli indipendenti (+14 mila, +0,3%).
Il tasso di occupazione scende al 62,5%.
Sul piano tendenziale – quindi rispetto all’anno precedente – l’occupazione complessiva rimane stabile, interrompendo una crescita che durava da diciassette trimestri. Aumentano gli occupati stabili (+0,7%) e gli indipendenti (+2,2%), mentre crollano i contratti a termine (-8,6%).
Disoccupazione in calo sul trimestre ma in risalita sull’anno
Il numero dei disoccupati diminuisce su base congiunturale (-64 mila, -3,9%), portando il tasso al 6,1%.
Tuttavia, nel confronto tendenziale, il numero dei disoccupati torna a crescere (+12 mila, +0,8%), con un incremento della quota di quanti cercano lavoro da oltre un anno, ora pari al 50% del totale.
Inattivi in aumento: +85 mila su base trimestrale
Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano di 85 mila unità (+0,7%) e raggiungono il 33,3%. Anche in questo caso, il dato congiunturale evidenzia un peggioramento rispetto al trimestre precedente, mentre quello tendenziale mostra ancora un lieve calo (-0,3%).
Cambia anche la composizione degli inattivi:
- diminuiscono gli scoraggiati (-27,2%),
- aumentano gli studenti (+7,7%),
- crescono gli inattivi per motivi familiari (+5,3%) e quelli in attesa di esiti di precedenti ricerche (+30%).
Nord e Centro in calo, Mezzogiorno in crescita
Le dinamiche territoriali sono divergenti:
- Nord: occupazione in calo (-0,2 punti)
- Centro: calo più marcato (-0,7 punti)
- Mezzogiorno: crescita (+0,5 punti)
Il tasso di disoccupazione aumenta leggermente nel Centro e nel Mezzogiorno, mentre resta stabile al Nord. L’inattività cresce nel Centro-Nord e diminuisce nel Sud.
Imprese: posizioni lavorative in aumento (+0,4%)
Dal lato delle imprese, le posizioni lavorative dipendenti aumentano dello 0,4% su base congiunturale.
In particolare:
- full time: +0,4%
- part time: +0,2%
Su base tendenziale, l’aumento è più significativo (+1,6%).
Le ore lavorate per dipendente crescono dell’1,0% sul trimestre e dell’1,3% sull’anno. Scendono le ore di cassa integrazione (7,2 per mille ore lavorate).
Il tasso dei posti vacanti sale all’1,8%.
Costo del lavoro in crescita: +0,8% congiunturale
Il costo del lavoro per ULA cresce dello 0,8% su base trimestrale e del 3,3% su base annuale. A trainare l’aumento sono soprattutto i contributi sociali (+4,8% tendenziale), anche per via della riduzione di alcune agevolazioni contributive applicate negli anni scorsi.
Il terzo trimestre 2025 restituisce un quadro sfaccettato: aumentano le ore lavorate e si rafforza il lavoro stabile, ma calano gli occupati temporanei, cresce l’inattività e il costo del lavoro continua a salire. Le differenze territoriali restano significative e la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro continua a diminuire, segnalando un’area critica da monitorare nei prossimi mesi.
L’articolo è basato sul Flash Istat in merito al Mercato del Lavoro relativo al Terzo trimestre del 2025. Per coloro che volessero approfondire, si lascia in allegato il documento rilasciato dall’Istat.

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