Quantcast
Connettiti con noi

News

Disagio socio-economico 2021: la nuova mappa ISTAT delle città italiane

Pubblicato

il

L’ISTAT pubblica i primi dati 2021 sul disagio socio-economico a livello sub-comunale: come nasce l’indice, quali città sono coinvolte, a cosa serve

Disagio socio-economico: i primi risultati ISTAT per le città italiane

L’ISTAT ha pubblicato i primi risultati di un progetto innovativo che misura il disagio socio-economico di individui e famiglie a livello sub-comunale, riferiti all’anno 2021. L’indagine coinvolge 25 grandi comuni italiani, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Genova, Venezia e altri capoluoghi, con l’obiettivo di offrire una fotografia dettagliata delle aree urbane più fragili.

Cos’è il disagio socio-economico secondo l’ISTAT

Il disagio socio-economico viene definito come la condizione in cui individui e famiglie incontrano difficoltà a soddisfare i bisogni di base per carenza di risorse e opportunità sociali, economiche, lavorative ed educative. Per individuare le aree più critiche, l’ISTAT ha sviluppato l’Indice di Disagio Socio-Economico (IDISE), un indicatore composito che combina nove indicatori elementari, tra cui:

  • Persone anziane sole senza casa di proprietà
  • Famiglie senza occupati né pensionati
  • Famiglie a basso reddito
  • Bassa intensità lavorativa
  • Giovani NEET (non occupati né in formazione)
  • Abbandono scolastico e altri fattori.

Come nasce l’indice e quali dati utilizza

L’IDISE viene calcolato a partire dai dati del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2021, integrati con archivi amministrativi e registri tematici ISTAT. L’indice è prodotto per le sezioni di censimento (le unità territoriali minime) e aggregato in due livelli:

  • Aree Sub-Comunali (ASC): suddivisioni amministrative o toponomastiche dei comuni
  • Aree di Disagio socio-economico in ambito Urbano (ADU): zone urbane con disagio particolarmente elevato, individuate tramite una procedura statistica che aggrega sezioni contigue con valori critici dell’indice.

A cosa serve la nuova mappa del disagio

I risultati rappresentano una base informativa preziosa per studiosi, amministratori locali e policy maker, che possono così individuare con precisione le aree urbane più svantaggiate e progettare interventi mirati di prossimità. L’IDISE permette confronti interni tra le diverse zone di uno stesso comune, mentre il confronto tra città diverse è possibile solo sugli indicatori elementari e di contesto socio-demografico.

Quali città sono coinvolte e come consultare i dati

La sperimentazione riguarda 25 comuni, tra cui Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Modena, Napoli, Palermo, Parma, Perugia, Prato, Reggio di Calabria, Roma, Taranto, Torino, Trieste, Venezia e Verona. I dati sono disponibili in formato tabellare e tramite mappe interattive che consentono di esplorare le aree di disagio urbano. L’ISTAT prevede di estendere il progetto ad altri comuni e aggiornare periodicamente l’indice.

Focus Campania: disagio socio-economico nelle città capoluogo

Il nuovo indice ISTAT di disagio socio-economico offre una lente preziosa anche sulle realtà urbane della Campania, dove le differenze tra quartieri e aree sub-comunali sono spesso marcate e riflettono storie, economie e tessuti sociali molto diversi.

Napoli: una città dai forti contrasti

Napoli, tra i grandi comuni analizzati, mostra una mappa del disagio socio-economico estremamente variegata. Nei quartieri periferici e in alcune aree del centro storico, l’indice IDISE segnala livelli di disagio particolarmente elevati. Qui si concentrano famiglie con basso reddito, alta disoccupazione, giovani che non studiano né lavorano (NEET) e una significativa incidenza di abbandono scolastico. Le Aree di Disagio Urbano (ADU) individuate dall’ISTAT permettono di localizzare con precisione le zone più fragili, fornendo uno strumento operativo per politiche sociali mirate. Tuttavia, accanto a queste criticità, emergono anche quartieri con condizioni socio-economiche più favorevoli, a testimonianza della complessità e della ricchezza del tessuto urbano partenopeo.

Salerno: fragilità concentrate e nuove sfide

Anche Salerno rientra tra i comuni oggetto della sperimentazione. La città è suddivisa in quartieri e aree urbane che presentano livelli di disagio differenti. Le criticità si concentrano soprattutto nelle zone periferiche e in quelle con una maggiore presenza di famiglie a basso reddito e disoccupazione. L’indice IDISE evidenzia inoltre la presenza di anziani soli e nuclei familiari senza occupati, mentre l’abbandono scolastico resta una sfida aperta in alcune aree. Le mappe interattive ISTAT consentono di esplorare nel dettaglio queste dinamiche, offrendo un supporto concreto agli amministratori locali.

Caserta, Avellino e Benevento: prospettive e attese

Per Caserta, Avellino e Benevento, i dati sub-comunali dettagliati non sono ancora disponibili, ma la metodologia adottata dall’ISTAT è pronta per essere applicata anche a queste realtà. L’estensione futura del progetto ISTAT permetterà di individuare con precisione le aree urbane più fragili, facilitando interventi di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.

La Campania si conferma una regione dalle molte sfaccettature, dove il disagio socio-economico assume forme e intensità diverse da città a città e da quartiere a quartiere. L’indice IDISE e le mappe interattive rappresentano strumenti fondamentali per comprendere queste dinamiche e per progettare politiche di inclusione e sviluppo realmente efficaci, capaci di rispondere alle esigenze delle comunità locali.

Approfondimento

L’articolo è bassato sul documento fornito dall’Istat su “Il disagio socio-economico degli individui e delle famiglie a livello sub-comunale: primi risultati Anno 2021”. Per coloro che volessero approfondire, si lascia il documento in allegato.

Pubblicità
Pubblicità