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Come gestire correttamente i compensi degli amministratori nel 2025

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Regole fiscali, contributi e buone pratiche per evitare errori e sanzioni

Nel 2025 la gestione dei compensi degli amministratori continua a rappresentare una delle aree più delicate per società di capitali, startup e PMI.
Si tratta infatti di costi essenziali ma che, se gestiti in modo scorretto, possono generare contestazioni fiscali, contributive e perfino responsabilità personali.

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Compenso dell’amministratore: cos’è e come si determina


Il compenso dell’amministratore rappresenta il corrispettivo per l’attività di gestione e rappresentanza svolta a favore della società.
Può essere determinato da assemblea, statuto o CDA.
Fondamentale che la delibera sia chiara, tracciabile e preventivamente deliberata.



Trattamento fiscale nel 2025


Per l’amministratore:
– Reddito soggetto a IRPEF
– Ritenuta d’acconto del 20%
– Dichiarazione con conguaglio finale

Per la società:
– Il compenso è costo deducibile solo se deliberato correttamente.

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Contributi previdenziali


1. Amministratore NON socio → Gestione Separata INPS (26,07% o 24%)
2. Amministratore socio → può essere soggetto a:
– INPS Commercianti/Artigiani
– Gestione Separata



Rimborsi e fringe benefit


Possibili rimborsi analitici, forfettari e fringe benefit (1.000–2.000 euro). Necessaria documentazione completa.

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Errori comuni da evitare


– Compensi non deliberati
– Doppia contribuzione non chiarita
– Rimborsi non documentati
– Compensi incoerenti con l’attività



Il supporto dello Studio Sgariglia


Lo Studio Sgariglia offre consulenza completa per impostare i compensi degli amministratori, evitare rischi e ottimizzare gli aspetti fiscali e contributivi.

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