Esteri
Malnutrizione a Gaza: l’inverno aggrava la crisi dei bambini
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UNICEF: quasi 9.300 minori sotto i 5 anni colpiti da malnutrizione acuta in ottobre
29 novembre 2025 – Gaza. La malnutrizione continua a minacciare la vita e il benessere dei bambini nella Striscia di Gaza, aggravata dall’arrivo dell’inverno che favorisce la diffusione delle malattie e aumenta il rischio di morte tra i più vulnerabili.
Secondo gli screening nutrizionali condotti dall’UNICEF e dai suoi partner, nel mese di ottobre quasi 9.300 bambini sotto i 5 anni sono stati colpiti da malnutrizione acuta. Un dato in calo rispetto ai 11.746 di settembre e ai 14.363 di agosto, ma ancora tra i più alti mai registrati: quasi cinque volte superiore a quello di febbraio 2025, durante il precedente cessate il fuoco.
“Nonostante i progressi compiuti, migliaia di bambini sotto i cinque anni continuano a soffrire di malnutrizione acuta a Gaza, mentre molti altri non dispongono di un riparo adeguato, di servizi igienici e di protezione contro l’inverno”, ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF.
Accesso al cibo ancora limitato
Nelle ultime settimane sono entrate a Gaza maggiori quantità di generi alimentari, con un calo dei prezzi e un miglioramento dell’accesso delle famiglie al cibo. Tuttavia, molti prodotti essenziali – soprattutto alimenti di origine animale – restano introvabili o inaccessibili.
Un’indagine dell’UNICEF ha rivelato che 2 bambini su 3 sotto i 5 anni hanno consumato due o meno gruppi alimentari degli otto raccomandati, principalmente cereali, pane o farina.
Inverno e condizioni igieniche precarie
Migliaia di famiglie sfollate vivono in rifugi di fortuna senza vestiti pesanti, coperte o protezione dalle intemperie. Le forti piogge hanno trascinato rifiuti e liquami nelle aree popolate, aggravando il rischio sanitario.
Il sovraffollamento, la scarsa igiene e l’accesso limitato all’acqua potabile favoriscono la diffusione delle malattie, che colpiscono in modo sproporzionato i bambini piccoli. La combinazione di malnutrizione e malattie è particolarmente letale, mentre le basse temperature aumentano il fabbisogno energetico e espongono i minori malnutriti a ipotermia.
La risposta dell’UNICEF
Dopo il cessate il fuoco, l’UNICEF ha intensificato la risposta nutrizionale, aumentando i centri di cura per la malnutrizione acuta da 7 a 26, soprattutto a Gaza City. Sono stati distribuiti oltre 5.000 tende, 692.000 coperte, 50.500 materassi e 206.000 set di vestiti invernali, insieme ad assistenza in denaro e interventi per prevenire l’allagamento dei campi profughi.
Gli aiuti hanno raggiunto anche aree particolarmente vulnerabili come Jabalia, nel nord di Gaza. Tuttavia, le forniture non vengono sostituite abbastanza rapidamente e molte risorse restano bloccate alle frontiere.
Appello urgente
L’UNICEF chiede che gli aiuti umanitari possano entrare nella Striscia di Gaza in modo sicuro e senza ostacoli, in conformità con il diritto internazionale umanitario. L’organizzazione sollecita:
- L’apertura simultanea di tutti i valichi di frontiera con procedure di sdoganamento semplificate.
- Il transito degli aiuti attraverso tutte le rotte disponibili, inclusi Egitto, Israele, Giordania e Cisgiordania.
- L’ingresso urgente di forniture salvavita, compresi prodotti chimici per il trattamento dell’acqua e materiali per la manutenzione dei sistemi idrici e fognari.
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