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Champions, Napoli una batosta da digestire

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Il Napoli travolto 6‑2 da PSV Eindhoven: serata da dimenticare in Champions League

È stata una serata da incubo per gli azzurri di Antonio Conte che ieri, nella 3ª giornata della UEFA Champions League 2025‑26, sono usciti praticamente travolti dalla furia del PSV: un pesantissimo 6‑2 sul campo del club olandese.



Primo tempo, tutto facile… per il Napoli?


La partita era cominciata con la giusta carica per il Napoli: al 31′ lo scozzese Scott McTominay di testa ha portato in vantaggio la squadra ospite con un bel colpo su cross di Leonardo Spinazzola.

Ma è proprio lì che è iniziato il tracollo. In meno di dieci minuti:


– al 35′ l’autorete del difensore azzurro Alessandro Buongiorno pareggiava per il PSV.
– al 38′ ancora il PSV in contropiede: Ismael Saïbari rompeva in velocità, saltava la linea del Napoli e infilava il 2‑1.

Da lì in poi, è diventata una partita in salita senza appigli. Il Napoli ha perso compattezza, il ritmo e la lucidità.


Secondo tempo: diluvio olandese


Nella ripresa il PSV ha preso il controllo totale della partita. Al 54′ Dennis Man segnava il 3‑1, sfruttando un cross da destra.

E ancora: il Napoli – già in evidente difficoltà – perdeva un uomo al 76′ circa, con l’espulsione di Lorenzo Lucca per proteste. Il 4‑1 arriva all’80′ (ancora Man) e, in chiusura, la doppietta finale: al 86′ Ricardo Pepi e al 89′ Couhaib Driouech a chiudere sul 6‑2.

Nel mezzo solo un secondo gol del Napoli firmato ancora da McTominay al minuto 85 circa, che però serviva solo a limitare un disastro annunciato.


Cosa non ha funzionato

  • – Difesa totalmente slegata.
  • – Mancanza di equilibrio e gestione della partita.
  • – Espulsione che ha tolto ogni speranza.
  • – Mentalità e compattezza completamente da ritrovare.


Conseguenze immediate


Quel 6‑2 lascia il segno: il cammino europeo della squadra ora si fa davvero in salita. Il tecnico Conte dovrà scuotere i suoi e ritrovare fiducia, soprattutto in vista delle prossime partite di gruppo.

In sala stampa il capitano Giovanni Di Lorenzo non ha nascosto la fragilità: «Lo scorso anno eravamo più solidi, quest’anno la compattezza è mancata».


Per il futuro: cosa cambiare

  • – Rientrare nei giusti binari difensivi.
  • – Gestione più matura dei vantaggi.
  • – Servono più protagonisti nel gruppo.
  • – Recuperare lo spirito “champions”.


Insomma: una giornata da archiviare al più presto, con la speranza che faccia da monito. Perché una squadra che vuole puntare in alto non può permettersi di farsi dominare così in Europa

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