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Cronaca

Attentato a Sigfrido Ranucci: ordigno esplode sotto l’auto del conduttore di Report

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Paura a Pomezia: esplosione nella notte sotto l’auto del giornalista Rai. Indaga l’Antimafia, solidarietà da istituzioni e colleghi

Paura nella notte a Campo Ascolano, frazione di Pomezia (Roma), dove un ordigno artigianale è esploso sotto l’auto di Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore del programma Rai Report.

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L’esplosione, avvenuta intorno alle 2 del mattino, ha distrutto la vettura del conduttore e danneggiato l’altra auto di famiglia e la facciata della casa. Fortunatamente non si registrano feriti.

Sul posto sono intervenuti immediatamente Carabinieri, Digos, Vigili del Fuoco e Polizia Scientifica, mentre la Procura di Roma ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di danneggiamento aggravato con finalità mafiosa. L’inchiesta è coordinata dai pm dell’Antimafia.

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Ranucci: “Potevano uccidere mia figlia”

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Ranucci ha raccontato che pochi minuti prima dell’esplosione la figlia era passata davanti all’auto: “Potevano ammazzarla. La potenza dell’ordigno era tale da uccidere chiunque fosse lì in quel momento.”

Il giornalista, già sotto scorta per le minacce ricevute in passato, ha pubblicato sui social e sui canali ufficiali di Report le immagini delle auto distrutte.

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Le indagini: un chilo di esplosivo e un messaggio intimidatorio

Fonti investigative citate da L’Espresso parlano di un chilo di esplosivo utilizzato, segno di un attentato con una chiara finalità intimidatoria.

L’ipotesi è che l’attacco possa essere collegato a inchieste scomode che il programma Report si prepara a mandare in onda nelle prossime settimane.

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Il sito e i profili ufficiali di Report hanno confermato l’accaduto e pubblicato un messaggio di solidarietà a Ranucci e alla sua famiglia.

Solidarietà dal mondo politico e giornalistico

Immediata la condanna del gesto da parte di Rai, Usigrai, Ordine dei Giornalisti, Fnsi e di esponenti politici di ogni schieramento.

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Il Presidente della Rai e il Direttore Generale hanno espresso piena vicinanza al conduttore, definendo l’episodio “un attacco alla libertà di stampa”.

Il Presidente del Consiglio e il Ministro dell’Interno hanno assicurato il massimo impegno delle forze dell’ordine per identificare i responsabili.

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Report conferma: “Atto vile, ma non ci fermeranno”

Attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito e sui canali social, la redazione di Report ha definito l’attentato un vile gesto contro il diritto dei cittadini a essere informati”, aggiungendo: “Continueremo a fare il nostro lavoro, senza paura e con ancora maggiore determinazione.”

Una ferita per la libertà di stampa

L’attentato a Sigfrido Ranucci rappresenta uno dei più gravi episodi di intimidazione contro un giornalista italiano negli ultimi anni.

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L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza dei reporter e sul clima di tensione che accompagna chi si occupa di inchieste giornalistiche delicate.

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