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Campania, carenza di medici di famiglia. I giovani medici non vogliono proseguire la professione

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L’AIR Campania della Medicina Generale, al vaglio della Giunta regionale, rischia di allontanare ancora di più i medici dalla medicina di famiglia.

La carenza dei medici di famiglia a Napoli e in Campania, come così in tutta Italia è una leggenda metropolitana.

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I medici ci sono, ma non ci sono i medici di famiglia, perché i giovani medici non vogliono più intraprendere questo lavoro, poiché mal pagato, perché gli oneri, soprattutto burocratici, aumentano giorno dopo giorno; perché nel contratto dei medici di famiglia non ci sono le più elementari tutele dei lavoratori, come malattia, permessi e ferie.

Ciliegina sulla torta: il RUOLO UNICO, cioè il fondamento del nuovo contratto nazionale dei medici di famiglia, che impone ore di lavoro aggiuntive a dei liberi professionisti a partita iva, che a breve potrebbe essere oggetto di contenziosi nei Tribunali Amministrativi Regionali (TAR) di tutta Italia e/o di cause in materia di lavoro.

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Così come sarà materia di disputa legale in tribunale l’Accordo Integrativo Regionale (AIR) della Medicina Generale campana, in quanto vi sono normate una serie di obblighi e di divieti ancora più restrittivi rispetto all’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) della Medicina Generale: il passaggio più assurdo e assolutamente illegale é quello che sancisce che ai medici, che esercitano nella città di Napoli, vengano cancellati gli assistiti, se dovessero cambiare AFT (aggregazione funzionale territoriale), spostando lo studio in un’altra area della città; ciò andrebbe ad essere in piena contraddizione con l’art. 32 comma 5 dell’ACN, che norma l’ambito territoriale di iscrizione del medico. Napoli è un unico ambito territoriale e per tale motivo assolutamente non si possono cancellare gli assistiti di un medico che cambia indirizzo di studio, AFT e/o quartiere dove riceve i pazienti.

Solo se la città di Napoli viene divisa in ambiti territoriali diversi, come le altre grandi città d’Italia, come Roma e Milano, allora si può applicare l’art. 32 comma 9 dell’ACN, che norma le modalità e le condizioni di trasferimento del medico all’interno del medesimo territorio aziendale. Chi ha sottoscritto l’Accordo regionale non ha considerato che Napoli è un’unica azienda, ma è innanzitutto un unico ambito territoriale di scelta.

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E proprio il ruolo unico, insieme al terrore dell’AIR Campania,  ha allontanato ancora di più i medici dalla medicina generale campani a voler scegliere di intraprendere la carriera di medici di medicina generale.

A tal proposito ci appelliamo al Presidente De Luca e alla Giunta regionale tutta, di respingere l’AIR Campania e rispedirlo al mittente, altrimenti saremo costretti a scendere in piazza di nuovo e protestare nel cortile di Palazzo Santa Lucia, oltre ad agire per via legale contro norme che non sono nemmeno in linea con l’Accordo Nazionale.

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La protesta ci sarà il prossimo 5 novembre.

Regione Campania, inoltre, non ha ancora assegnato i posti ai nuovi medici, perché non sa, appunto, come declinare il ruolo unico sui territori campani: non sa in queste fantomatiche ore aggiuntive cosa far fare ai nuovi medici di famiglia, a parte la guardia medica (7 giorni su 7, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno).

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