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Esteri

Gaza sotto attacco: colpiti ospedali, almeno 83 morti in un giorno

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Raid israeliani vicino agli ultimi ospedali operativi di Gaza: almeno 83 morti in 24 ore, l’ONU denuncia possibili atti di genocidio.

Gaza City, 18 settembre 2025 – La crisi umanitaria nella Striscia di Gaza continua a peggiorare. Nelle ultime 24 ore, almeno 83 palestinesi sono stati uccisi da attacchi israeliani, secondo fonti sanitarie locali citate da Al Jazeera. Di questi, 61 sono stati registrati solo a Gaza City, dove l’offensiva di terra israeliana si concentra ormai da giorni.

Colpiti ospedali tra gli ultimi rimasti operativi

Missili israeliani hanno colpito aree adiacenti ad alcuni degli ultimi ospedali ancora funzionanti nella Striscia.

  • Ospedale al-Shifa: almeno 15 persone sono state uccise all’esterno della struttura, uno degli ospedali di riferimento dell’enclave.
  • Ospedale al-Ahli: un attacco ha causato la morte di 4 persone.
  • Ospedale pediatrico al-Rantisi: colpito per tre volte in due giorni, costringendo molti bambini e pazienti in condizioni critiche a evacuare in fretta, mentre altri sono rimasti intrappolati.

Organizzazioni mediche denunciano che questi attacchi mettono a rischio non solo i pazienti, ma anche il personale sanitario che tenta di continuare a lavorare in condizioni ormai disperate.

Hamas: “Crimine di guerra”

Il movimento Hamas ha definito gli attacchi vicino agli ospedali un “crimine di guerra a tutti gli effetti” e “una chiara sfida e un palese disprezzo per la comunità internazionale”.
Israele, dal canto suo, sostiene che alcune strutture ospedaliere vengano utilizzate da Hamas per fini militari, ma non ha presentato prove indipendenti a sostegno di questa affermazione.

L’ONU: “Medicidio e atti di genocidio”

Un recente rapporto delle Nazioni Unite ha definito l’offensiva israeliana come parte di una strategia volta a smantellare il sistema sanitario di Gaza, utilizzando il termine “medicidio” per descrivere l’uccisione di operatori sanitari, la distruzione di ospedali e la privazione sistematica di cure mediche alla popolazione.

L’ONU ha inoltre sottolineato episodi che potrebbero rientrare nella definizione di genocidio prevista dalla Convenzione del 1948, come la distruzione del centro di fecondazione in vitro di Al Basma, dove sono stati distrutti circa 4.000 embrioni e 1.000 campioni di sperma e ovuli. Questo atto è stato interpretato come una misura volta a “impedire le nascite tra i palestinesi di Gaza”.

Vittime tra il personale medico

Secondo Medici Senza Frontiere, 13 operatori umanitari della loro organizzazione sono stati uccisi dall’inizio della guerra.
Uno di loro è stato colpito ieri, mentre lavorava in una struttura sanitaria, aggravando ulteriormente la carenza di personale qualificato per gestire la crescente emergenza.

Cresce l’allarme internazionale

La comunità internazionale ha espresso crescente preoccupazione per gli attacchi contro ospedali e centri sanitari. Diversi paesi e organizzazioni umanitarie hanno chiesto un cessate il fuoco immediato e l’apertura di corridoi umanitari sicuri.

L’ONU e le ONG denunciano che la maggior parte delle strutture mediche di Gaza sono parzialmente distrutte o non operative, e che la popolazione non ha accesso a cure essenziali, medicine, elettricità e acqua potabile.


   

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