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Aree interne, la sfida del futuro: la Chiesa chiama, la politica risponde

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Aree interne, il doppio appello: Chiesa e politica unite contro lo spopolamento

Le aree interne d’Italia – borghi spopolati, montagne dimenticate, periferie rurali – tornano al centro del dibattito. Questa volta con un doppio appello: da un lato quello dei vescovi italiani, dall’altro l’impegno diretto di alcuni rappresentanti delle istituzioni come l’on. Alessandro Caramiello, il consigliere regionale Michele Cammarano e l’Intergruppo parlamentare Sud e Isole.

La voce dei vescovi: “Uno sguardo diverso”

Nella Lettera Uno sguardo diverso, firmata dalla maggioranza dei presuli, i vescovi lanciano un messaggio chiaro: abbandonare interi territori equivale a danneggiare l’intero Paese. «Ogni borgo, anche il più piccolo, custodisce un pezzo del nostro patrimonio artistico e culturale: possiamo condannarlo all’estinzione?» si legge nel documento.

Non mancano proposte concrete: incentivi economici per chi sceglie di restare o tornare, smart working e coworking, turismo sostenibile, innovazione agricola, servizi sanitari di prossimità e banda larga. In altre parole, un patto per restare che possa rendere i territori fragili luoghi attrattivi e vivibili.

Alle parole della Chiesa si affianca l’azione della politica. L’on. Alessandro Caramiello, presidente dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, Aree fragili e Isole minori”, ha rilanciato l’appello ai sindaci: «Non siete soli. Lavoriamo insieme per turismo sostenibile, agricoltura di qualità e rilancio delle filiere locali».

A livello regionale, il consigliere Michele Cammarano rivendica il ruolo della Campania, prima ad istituire una Commissione speciale sulle aree interne. «Le politiche spot non bastano – spiega – serve una strategia a lungo termine. Solo così si può fermare lo spopolamento e dare un futuro ai nostri giovani».

L’Intergruppo parlamentare Sud e Isole, che raccoglie deputati e senatori di più forze politiche, nasce proprio con questo obiettivo: fare da ponte tra i piccoli comuni e i palazzi romani, trasformando gli appelli in misure legislative.

Da un lato la Chiesa, con la sua voce profetica e le sue proposte; dall’altro la politica, chiamata a dare gambe a quelle idee. Un obiettivo unisce entrambi: dimostrare che le aree interne non sono un peso, ma una risorsa vitale per l’Italia, un pezzo di futuro che non possiamo permetterci di perdere.

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