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Incendi, Confeuro: “È allarme, sistema Italia carente: più monitoraggio e prevenzione”

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Dalla Sardegna alla Sicilia, l’Italia brucia. Confeuro: serve un approccio sistemico e il coinvolgimento attivo degli agricoltori per prevenire e contrastare i roghi

Un’estate letteralmente di fuoco per il nostro Paese. Quella degli incendi è una questione delicata e complessa, diventata ormai una vera e propria emergenza nazionale da affrontare con urgenza e determinazione. Dopo gli ultimi devastanti roghi – in particolare in Sardegna e Sicilia – l’attenzione mediatica e istituzionale si è nuovamente accesa su questa realtà tanto annosa quanto drammatica.

Le cause sono molteplici: eventi naturali, azioni dolose, caldo estremo, incuria, criminalità, cambiamento climatico, scarsa prevenzione. Ma ciò che appare evidente, secondo Confeuro, è la necessità di un approccio più coordinato, sistemico e multifattoriale, che coinvolga autorità nazionali, comunità locali e cittadini.

In tal senso, ad esempio, il settore primario e gli agricoltori potrebbero svolgere una funzione strategica nella tutela del territorio rurale, soprattutto nelle zone interne meno presidiate e popolate. In molte regioni, gli agricoltori potrebbero essere chiamati ad agire come veri e propri custodi del territorio, impegnandosi volontariamente in attività di sorveglianza, segnalazione dei focolai, decespugliamento, creazione di fasce parafuoco e pratiche colturali preventivamente anti‑incendio.

Più in generale, poi, dalle istituzioni competenti servono azioni concrete e misure mirate: maggiore sensibilizzazione pubblica, più cura del territorio, controllo delle attività umane, pianificazione urbana responsabile.

È inoltre fondamentale potenziare il sistema di sorveglianza, sfruttando tecnologie avanzate, e destinare più risorse economiche all’assunzione di personale nei Vigili del Fuoco e negli enti preposti al presidio del territorio.

Se vogliamo davvero contrastare il fenomeno degli incendi dobbiamo affrontare la questione con decisione e lungimiranza. Il sistema Italia, oggi, è ancora troppo fragile e inadeguato. Infine, non possiamo ignorare il ruolo cruciale che il cambiamento climatico gioca in questo scenario.

Le estati sempre più lunghe, calde e secche creano le condizioni ideali per la propagazione degli incendi, alimentando un pericoloso circolo vizioso ambientale“. Così, in una nota, Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro, Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo.

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