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Agricoltura, Confeuro: “E’ il momento di interrogarsi sul futuro del primario”
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Tiso (Confeuro): Dazi Usa e nuova PAC minacciano il Made in Italy. Serve una svolta a difesa dei piccoli agricoltori’
“Il primo agosto si avvicina e con esso la concreta minaccia dei dazi annunciati da Donald Trump: una vera e propria spada di Damocle sul settore agroalimentare europeo e, in particolare, sul Made in Italy”. Così Andrea Tiso, presidente nazionale di Confeuro – Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo – commenta le crescenti tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea.
“L’ipotesi di un’imposta del 30% sulle esportazioni europee verso gli USA rischia di assestare un colpo durissimo all’agricoltura italiana – prosegue Tiso – proprio in un momento in cui anche l’Unione Europea sembra remare contro, con la presentazione del recente bilancio, che prevederebbe la recente riforma della PAC e la fusione dei fondi agricoli in un unico contenitore europeo che rischia di penalizzare proprio i produttori più virtuosi”.
Per Confeuro, si tratta di una doppia minaccia: “da un lato la guerra commerciale con Washington, dall’altro le politiche comunitarie che depotenziano il settore primario, aprendo di fatto la strada all’aggravarsi di fenomeni distorsivi come l’Italian Sounding”.
“Attraversiamo un momento cruciale per l’Agricoltura Italiana ed Europea – incalza Tiso – è essenziale che l’Italia faccia sentire con forza la propria voce sia a Bruxelles che oltreoceano. La partita dei dazi si gioca anche sulle barriere non tariffarie che potrebbero creare non pochi problemi ai sistemi produttivi degli agricoltori Europei. E’ il momento di interrogarci su che tipo di Europa vogliamo perché la piega presa nell’ultimo mese è del tutto contraria ai principi che ci siamo dati in fase di costituzione.
La PAC in realtà, volendone analizzare attentamente i risultati, ha sortito l’effetto di allontanare migliaia di produttori agricoli dalla terra, in Italia oggi abbiamo meno di un milione di Agricoltori. Molti ancora sono in difficoltà per via degli alti costi di produzione e dei bassi prezzi di vendita.
Penso che il problema non sia soltanto il Fondo Unico ma bensì l’importanza e la rilevanza economia e sociale che diamo al settore Primario.
E’ partita la mobilitazione contro questa proposta di bilancio, ma in realtà bisogna innanzitutto capire a chi vorremmo erogare questi fondi perché se continuiamo a pagare le macro imprese o le agroindustrie rischiamo di fare il gioco di chi vuole colpire il vero sistema produttivo ed identitario del nostro paese che sono i piccoli e medi agricoltori“, conclude Tiso.

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