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Palinsesti Rai 2025: tagli a Report, Presadiretta e altri programmi d’inchiesta
Pubblicato
12 mesi fail

Giornalismo sotto pressione: proteste contro i tagli nei Palinsesti Rai a Report, Presadiretta, Petrolio e Lo Stato delle Cose
I nuovi palinsesti Rai 2025/2026 scatenano forti polemiche: le trasmissioni di approfondimento giornalistico subiscono importanti ridimensionamenti. Le proteste sono già in atto, soprattutto da parte dei volti noti dell’informazione pubblica.
I tagli
Tra le trasmissioni colpite dai tagli, figurano:
- Report (Rai3), condotto da Sigfrido Ranucci, che perde quattro puntate;
- Presadiretta di Riccardo Iacona, con una drastica riduzione;
- Lo Stato delle Cose, programma di approfondimento condotto da Monica Giandotti, completamente cancellato;
- Petrolio, sospeso fino a data da destinarsi.
Il taglio dell’8% ai budget dell’approfondimento e il ridimensionamento delle produzioni esterne tra il 2 e il 4% stanno alimentando un clima di forte tensione tra i giornalisti, che parlano apertamente di “attacco alla libertà di stampa”.
La protesta a Napoli: “Il palinsesto siamo noi”
Il giornalista Sigfrido Ranucci ha scelto di non partecipare alla presentazione ufficiale dei palinsesti Rai, preferendo scendere in piazza a Napoli, davanti alla sede Rai di Viale Marconi, con numerosi colleghi e lavoratori precari della tv pubblica.
All’iniziativa “Il palinsesto siamo noi” hanno preso parte anche Riccardo Iacona (Presa Diretta) che ha raggiunto i colleghi dopo aver seguito la presentazione della prossima stagione Rai, Duilio Giammaria, politici tra cui Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5S) e Francesco Borrelli (AVS).
Presenti inoltre insieme a Carlo Verna (ex presidente Odg), Désirée Klain (Articolo 21) e Stefano Ferrante (Stampa Romana) e l’artista Dario Sansone (Foja) accompagnato da Valerio Jovine e rappresentanti sindacali. Presente anche il Sindaco di Napoli e della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi.
Durante la manifestazione, Ranucci ha denunciato:“I miei collaboratori perderanno fino a 6.000 euro ciascuno. Stiamo parlando di giornalisti e autori di grande valore che tengono in piedi un servizio pubblico fondamentale”.
Il rischio per la qualità del servizio pubblico
Molti professionisti del settore temono che i tagli alle trasmissioni d’inchiesta indeboliscano l’identità editoriale della Rai, e danneggino un pilastro del servizio pubblico: l’informazione indipendente e di qualità.
Riccardo Iacona ha affermato: “Ogni puntata tagliata significa un pezzo in meno di verità raccontata. E meno lavoro per i giornalisti che vivono di contratti a progetto”.
La soppressione de Lo Stato delle Cose ha suscitato particolare sorpresa, dato che si trattava di un format recente, apprezzato per il taglio narrativo innovativo.
Solidarietà e reazioni
Numerose sigle giornalistiche – tra cui Articolo21, Stampa Romana e l’UsigRai – hanno espresso solidarietà ai colleghi colpiti dai tagli, denunciando una tendenza alla “normalizzazione dell’informazione”.

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