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Esteri

Mamdani batte Cuomo alle primarie dem e corre per sindaco di New York

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Primarie New York 2025: Zohran Mamdani sconfigge Cuomo e diventa il candidato sindaco dei Democratici

Zohran Mamdani, 33 anni, outsider socialista ed ex rapper, ha vinto a sorpresa le primarie democratiche di New York, sconfiggendo l’ex governatore Andrew Cuomo. Con un ampio margine, reso possibile anche da un accordo con il candidato Brad Lander, Mamdani ottiene la nomination democratica alla carica di sindaco della Grande Mela.

Cuomo ha ammesso la sconfitta nonostante il sostegno di figure influenti come Michael Bloomberg e Bill Clinton. L’ex governatore, però, non esclude di ricandidarsi da indipendente alle elezioni generali di novembre.

Una svolta storica

Abbiamo fatto la storia“, ha dichiarato Mamdani dopo il voto. Se vincerà a novembre contro il candidato repubblicano Curtis Sliwa, sarà il primo sindaco musulmano di New York e il più giovane degli ultimi 50 anni. La città, che ospita la più grande comunità ebraica al mondo, vedrebbe un profilo inedito guidarne il futuro.

Le promesse della campagna

Mamdani ha costruito la sua vittoria su un messaggio di ottimismo e radicale cambiamento. Le sue promesse includono:

  • Congelamento degli affitti
  • Autobus pubblici gratuiti
  • Stop alle deportazioni e alla collaborazione con l’immigrazione
  • Apertura di alimentari municipali per calmierare i prezzi

Sostenuto da Alexandria Ocasio-Cortez e Bernie Sanders, Mamdani ha cavalcato l’ondata progressista e intercettato il desiderio di rinnovamento tra gli elettori democratici, delusi dall’establishment dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

Un volto nuovo per i Democratici

La sua figura, carismatica e pop, porta nuova linfa alla sinistra americana. Sposato con Rama Duwaji, illustratrice siriana pro-Palestina, Mamdani incarna una nuova generazione di politici che punta a riformare radicalmente il partito democratico.

Il risultato di New York potrebbe segnare un punto di svolta nazionale in vista delle presidenziali 2028, con l’elettorato progressista pronto a prendersi il centro della scena.

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