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Esteri

Israele si prepara ad attaccare le centrali nucleari iraniane: tensione alle stelle con Teheran e Washington

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Fonti dell’intelligence USA: «Raid imminenti contro i siti nucleari iraniani». Israele sfida la linea diplomatica americana e attacca anche l’UE per le critiche sulla situazione a Gaza.

Secondo fonti dell’intelligence statunitense citate dalla CNN, Israele si starebbe preparando a lanciare un attacco militare contro le centrali nucleari iraniane. I raid, stando alle stesse fonti, sarebbero «imminenti», segnando una possibile escalation militare in Medio Oriente e una rottura profonda con l’attuale linea diplomatica di Washington.

La notizia giunge in un momento di forti tensioni tra Gerusalemme e Teheran, con Israele sempre più preoccupato dal programma nucleare iraniano, considerato una minaccia esistenziale. Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, avrebbe manifestato per settimane il suo disappunto nei confronti dell’amministrazione americana, che sotto la guida di Donald Trump sta cercando di riaprire un canale di dialogo con il regime iraniano.

Un’eventuale azione militare israeliana potrebbe compromettere seriamente gli sforzi diplomatici in corso e dare avvio a una nuova fase di instabilità nella regione. Non è escluso che un attacco israeliano possa innescare una reazione militare diretta da parte dell’Iran o dei suoi alleati, con conseguenze imprevedibili.

Nel frattempo, il governo israeliano ha rivolto critiche anche all’Unione Europea. Ieri, Tel Aviv ha attaccato duramente Bruxelles per il processo di revisione dell’accordo di associazione con Israele, motivato dalla preoccupazione europea per la situazione umanitaria a Gaza. Secondo il governo israeliano, l’UE «dimostra una totale incomprensione della complessa realtà che Israele sta affrontando» e, così facendo, «incoraggia Hamas a restare fedele alle sue posizioni estremiste».

Il contesto resta estremamente fluido. Osservatori internazionali temono che un’azione militare su larga scala possa far saltare del tutto il fragile equilibrio diplomatico costruito negli ultimi anni.

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