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Facies Hippocratica: cos’è e perché se ne parla dopo la morte di Papa Francesco

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Il volto della sofferenza estrema secondo la medicina antica: scopriamo cos’è la facies hippocratica e perché è tornata al centro dell’attenzione mediatica

Facies hippocratica è un termine medico utilizzato per descrivere le caratteristiche fisiche del volto di una persona in fin di vita. Un’espressione di antichissima origine, che torna oggi all’attenzione pubblica a causa della recente scomparsa di Papa Francesco.

Durante la sua ultima apparizione pubblica, diversi esperti e osservatori hanno notato nel volto del Pontefice alcuni tratti tipici della facies hippocratica, riportando così questo concetto dal linguaggio specialistico della medicina a quello della cronaca.

Cos’è la facies hippocratica

L’espressione deriva da Ippocrate, il celebre medico greco vissuto nel V secolo a.C., considerato il padre della medicina. Secondo la sua osservazione clinica, il volto di un paziente prossimo alla morte assumeva delle caratteristiche comuni e facilmente riconoscibili.

Le principali manifestazioni della facies hippocratica includono:

  • Occhi infossati
  • Guance scavate
  • Labbra sottili e livide
  • Naso affilato
  • Colorito pallido o grigiastro
  • Espressione fissa, sofferente o assente

    Questi segnali visivi, un tempo fondamentali nella diagnosi clinica in assenza di strumenti moderni, indicavano uno stato di sofferenza estrema o la fase terminale della vita.

    Perché se ne parla oggi

    A far tornare il termine in cima alle ricerche è stata la morte di Papa Francesco. Secondo alcuni osservatori, il suo volto durante la recente apparizione mostrava chiari segnali di questa condizione, tanto da essere definito come “un caso emblematico” di facies hippocratica.

    La notizia ha rapidamente fatto il giro del web, tra approfondimenti scientifici, commenti giornalistici e post sui social. È proprio questa risonanza mediatica che ha riportato alla ribalta un concetto antico ma ancora usato in medicina, specialmente nei contesti palliativi e nelle cure di fine vita.

    Un concetto ancora attuale

    Nonostante la modernizzazione delle tecniche diagnostiche, la facies hippocratica viene tuttora utilizzata nel linguaggio medico, soprattutto in ambiti in cui la prontezza del giudizio clinico è essenziale.

    Nel tempo, è diventato anche un simbolo letterario e culturale del passaggio dalla vita alla morte, carico di significato simbolico e umano.

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