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Raffaello è “L’Ospite illustre” di Napoli: alle Gallerie d’Italia arriva Dama col liocorno

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Raffaello Sanzio, Dama col liocorno, 1505-1506

Le Gallerie d’Italia di Napoli ospiteranno uno dei capolavori del celebre pittore rinascimentale, giunto in prestito dalla Galleria Borghese di Roma

Fino al prossimo 22 giugno, per la nuova edizione della rassegna “L’Ospite illustre”, l’iniziativa che promuove dal 2015 lo scambio di opere d’arte con musei italiani e internazionali, le Gallerie d’Italia ospiteranno a Napoli uno dei capolavori di Raffaello Sanzio, Dama col liocorno, prestito d’eccezione della Galleria Borghese di Roma. Il dipinto sarà esposto nella sala dedicata al Martirio di sant’Orsola di Caravaggio che, in questo momento, si trova invece presso il palazzo Barberini di Roma per prendere parte alla mostra “Caravaggio 2025”.


L’opera del maestro rinascimentale ritrae una giovane donna seduta davanti al parapetto di un loggiato, sullo sfondo di un paesaggio collinare. Al suo collo è annodata una collana in maglia d’oro con un pendente formato da un grande rubino o granato e concluso da una perla a goccia. In grembo reca un piccolo unicorno, simbolo tradizionale di castità che dà il nome al dipinto. La storia della sua composizione è oggetto di studi e dibattiti, per cui rimangono ancora ignote le ragioni della committenza e l’identità della figura rappresentata.


Dama col liocorno fu infatti attribuita con certezza a Raffaello dal grande storico dell’arte Roberto Longhi, nel 1927. La scoperta segnò l’avvio di una vasta operazione di restauro volta a rimuovere le ridipinture che avevano conferito al soggetto del dipinto originale le sembianze e gli attributi tipici di Santa Caterina, con la ruota dentata e la palma al posto dell’unicorno. Inoltre, analisi radiografiche successive hanno permesso di scoprire che, in una prima fase, al di sotto dello strato pittorico definitivo, l’artista aveva ritratto in luogo del mitico animale un cagnolino, simbolo di fedeltà pensato forse per una committenza specifica in vista delle celebrazioni di un matrimonio.


A tal proposito, alcuni studiosi hanno proposto di riconoscere nella fanciulla rappresentata Maddalena Strozzi, in un momento anteriore almeno al 1504, quando andò sposa ad Agnolo Doni, ricco mercante fiorentino che fu committente anche di Michelangelo. Tuttavia, il confronto con i ritratti realizzati dallo stesso Raffaello (oggi conservati agli Uffizi) per i due coniugi non ha rilevato una sufficiente somiglianza tra le due figure femminili rappresentate.
Un ulteriore elemento di estremo interesse è il legame che unisce l’opera raffaellesca alla Gioconda: i disegni preparatori presentano un’impostazione molto vicina a quella della celebre tela della Monna Lisa, che Raffaello avrà avuto modo di osservare durante il suo primo soggiorno fiorentino del 1503.

È assai probabile, quindi, che il pittore urbinate sia stato testimone delle prime fasi di creazione del suo modello, venendo così in contatto diretto anche con l’altro grande maestro del Rinascimento italiano, Leonardo da Vinci.

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