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Gran Premio Cina: Clamoroso, Ferrari squalificate.

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Analizziamo le cause di questa doppia squalifica.

La pista cinese ha corfermato quella sensazione che hanno in molti già dai test di febbraio e dalla prestazione in Australia, la McLaren è la monoposta da battere. La doppietta di ieri è la dimostrazione lampante di una forza che nessuno può mettere in discussione al momento. Tuttavia, il gran premio in Cina, aveva visto, almeno nella sprint race un inaspettato risveglio Ferrari con Hamilton trionfatore.

Le qualifiche però hanno riportato i tifosi della rossa con i piedi per terra. La gara, con Leclerc quinto e Hamilton sesto, avevano quanto meno dato un po’ di ottimismo alla scuderia di Maranello. Purtroppo però, l’inizio di stagione del cavallino è da incubo. Poche ore dopo la fine del gran premio, arriva la doccia gelata che inizia a far cadere più di qualche ombra sulla Sf-25. Infatti, dopo un controllo post gara, entrambe le monoposto sono risultate non in linea con quanto previsto dal regolamento e squalificate. La squalifica di Leclerc ha dell’incredibile. Il pilota monegasco è stato squalificato perché la monoposto aveva 1 kg in meno a fine gara rispetto a quanto stabilito dal regolamento. Poco da aggiungere su questa cosa. Un team come quella Ferrari, non può permettersi errori del genere.

Analizziamo cosa è successo alla monoposto di Hamilton.

Hamilton, ha corfermato dopo la gara sprint, che al posteriore la monoposto è stata alzata, anche se di poco. Secondo il pilota inglese, questa piccola variazione non ha comportato una perdita in termini di perfomance. Tuttavia ha indirettamente ammesso che dopo l’ottimo venerdì di Melbourne, la variazione al posteriore ha fatto piombare la monoposto nel buio per tutto il weekend australiano.

La SF25 nel retrotreno deve lavorare conn altezze ridotte. Se nelle gare sprint può permettersi qualche soluzione diversa, aumentando il carico di benzina per la gara le difficoltà emergono tutte.

Dunque, il punto focale di questo inizio di stagione per gli ingegneri di Maranello è proprio questo, risolvere il problema al retrotreno. Le ipotesi che sono al vaglio sono due. Una prima ipotesi, quella che sarebbe più dura da digerire. L’insieme di tutti i componenti dell’ala posteriore, non genera un carico a sufficienza. Per compesare questa cosa, si preferisce alzare la monoposto, come in Australia, perdendo però molta prestazione, oppure azzardare e correre il rischio di essere squalificati come accaduto in Cina.

La seconda opzione, è che il carico al posteriore c’è ma la monoposto non è ben equilibrata dal punto di vista meccanico e quindi non lo si riesce a sfruttare. Secondo i ben informati, questa seconda ipotesi, è la causa che ha spinto Loic Serra, nuovo direttore tecnico, a non partire per la Cina ma a tornare direttamente a Maranello per cercare una soluzione in breve tempo.

Il tempo stringe, la pausa di due settimane potrebbe aiutare la casa di Maranello a trovare una soluzione. Sicuramente bisogna far presto, la McLaren in questo momento è irragiungibile, Verstappen è solido e la Mercedes ha una monoposto molto performante. All’appello manca la Ferrari, la scuderia con più titoli vinti ma che da 2008 non vince il titolo costruttori e dal 2007 non centra quello piloti.

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