Politica
Scontro politico sul caso Almasri: il Parlamento bloccato, Meloni ribadisce la sua posizione
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Tensione in Parlamento sul caso Almasri: la maggioranza rinvia l’informativa, le opposizioni chiedono chiarezza dalla premier Meloni
Lo scontro muscolare tra maggioranza e opposizione sul caso Almasri ha portato ad uno stallo al Parlamento, con i lavori delle aule sospesi fino alla prossima settimana. La decisione di rinviare le sedute è stata presa dalle conferenze dei capigruppo, in attesa che il governo faccia chiarezza su come intenda procedere in merito alla vicenda. In questo contesto, la premier Giorgia Meloni ha scelto di nominare un avvocato di grande esperienza, Giulia Bongiorno, come unico legale per sé e per i componenti del governo.
Nel suo intervento di prima mattina, Meloni ha ribadito la sua determinazione, facendo riferimento al video in cui ha annunciato di essere indagata. “Il nostro impegno per difendere l’Italia proseguirà senza esitazioni”, ha scritto sui social, confermando che non cederà di fronte alle difficoltà e che continuerà a portare avanti la sua linea politica, soprattutto in relazione alla sicurezza della nazione e agli interessi degli italiani.
Nel frattempo, il Parlamento è stato attraversato da un acceso confronto tra le forze politiche. Le opposizioni hanno chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che il governo riferisca ufficialmente sul caso Almasri. In aula, la guerriglia politica ha preso piede sin dalle prime ore della seduta, con contestazioni sul regolamento e proteste per il rinvio dell’informativa dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi.
La seduta alla Camera è andata avanti a rilento, mentre anche il centrosinistra in Senato ha intensificato la pressione contro la premier.
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha sollecitato Meloni a venire in Aula per “dire la verità al Paese”, accusando il governo di non essere trasparente riguardo alla questione. Dall’altra parte, i membri della maggioranza, come il segretario di +Europa Riccardo Magi, hanno messo in evidenza l’incoerenza del governo, sottolineando che anche altri ministri, come Matteo Salvini e Daniela Santanchè, hanno riferito in Parlamento su indagini in corso nei loro confronti.
In un video social, l’ex premier Giuseppe Conte ha ricordato come, durante la pandemia, fosse stato denunciato numerose volte per le sue decisioni eppure non avesse mai preso di mira la magistratura. “Ho mai fatto video contro la magistratura? Mai“, ha ribadito, criticando l’approccio del governo attuale.
Nel frattempo, in Transatlantico si diffonde la voce che l’informativa sul caso Almasri potrebbe essere affidata al ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Un’ipotesi che ha suscitato l’opposizione delle minoranze, con il capogruppo M5S Stefano Patuanelli che ha affermato che una comunicazione da parte di Ciriani non sarebbe sufficiente a chiarire la situazione. La richiesta delle opposizioni è chiara: è la premier Meloni che deve riferire personalmente al Parlamento.
La situazione sembra destinata a rimanere tesa, con un nuovo confronto fissato per martedì prossimo, quando le conferenze dei presidenti di gruppo di Montecitorio e Palazzo Madama si riuniranno nuovamente per cercare di trovare una soluzione al contenzioso.
Intanto, le opposizioni non smettono di sollecitare una risposta chiara. Nel contesto di queste polemiche politiche, è emersa anche una conferenza in cui alcuni attivisti di “Refugees in Libya” hanno raccontato le violenze e torture subite in Libia, portando ulteriore pressione sulla gestione del caso Almasri e sulla posizione del governo italiano.
Il clima politico rimane quindi rovente, e l’esito del confronto tra maggioranza e opposizione sul caso Almasri appare ancora incerto.

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