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Cronaca

Napoli, omicidio Ramondino: arrestate due persone per distruzione di cadavere

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Napoli. Gli indagati avrebbero rimosso il cadavere e trasportato in una zona isolata di campagna e poi incendiato il corpo per evitarne l’identificazione

Nella serata di martedì 10 dicembre, nel quartiere Fuorigrotta, la Polizia di Stato ha arrestato, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminare del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, due soggetti pregiudicati. I due indagati sono gravemente indiziati del reato di distruzione di cadavere, aggravato dal metodo mafioso. A darne notizia una comunicazione della Questura di Napoli su delega della Procura della Repubblica.

I fatti si riferiscono all’omicidio di Gennaro Ramondino, avvenuto nel quartiere di Pianura lo scorso primo settembre. La vittima fu uccisa a colpi di pistola, mentre si trovava all’interno di un sottoscala adibito a “piazza di spaccio”.

Per la sua morte, nei mesi scorsi, personale della Squadra Mobile di Napoli aveva già arrestato, in esecuzione di provvedimenti cautelari, sia il presunto autore materiale dell’omicidio, sia un altro soggetto indiziato dei reati di favoreggiamento personale e distruzione di cadavere aggravati dal metodo mafioso.

I destinatari del nuovo provvedimento, presenti nel momento e nel luogo dell’omicidio, si sarebbero adoperati, nelle fasi immediatamente successive all’evento, per la rimozione del cadavere, il trasporto, tramite un’autovettura, in una zona isolata di campagna e la sua distruzione tramite incendio, affinché la vittima non potesse essere identificata.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, come tali, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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