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Ultima Generazione: Milano continua il processo per l’azione al “dito” Cattelan
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Con l’udienza di ieri, il processo è stato rinviato al 3 marzo, data in cui arriverà la sentenza. Nel frattempo si procede con il programma di giustizia riparativa
Milano 03/12/2024: Si è tenuta ieri, nel primo pomeriggio la terza udienza per il processo che vede imputati Fiore, Leo e Sandro, che nel gennaio del 2023 hanno colorato con della vernice lavabile arancione il basamento dell’opera L.O.V.E di Maurizio Cattelan. Quest’azione ha avuto subito un carattere emblematico: in parte perché coinvolge un opera che in sé è già una provocazione (l’opera, posizionata innanzi alla Borsa di Milano rappresenta una mano atteggiata a saluto romano, con tutte le dita mutilate tranne il medio: uno sberleffo contro lo strapotere della finanza), in parte per le reazioni che ha suscitato.
L’ironia di Cattelan, l’ipocrisia del Comune e il giudizio di Montanari
Cattelan ha compreso perfettamente lo spirito dell’azione, prendendo posizione sia all’indomani dell’azione, sia attraverso una lettera che è stata letta nel corso della prima udienza del processo, in cui afferma, fra l’altro: “ non mi sono sentito offeso né danneggiato. Sono infatti certo che gli autori – le cui intenzioni e i cui obiettivi sono stati ampiamente resi noti – abbiano agito senza intenti aggressivi nei confronti miei o della mia opera”; lo stesso non si può dire del comune di Milano che, nel corso della prima udienza, aveva deciso di costituirsi parte civile. Questa scelta è stata motivata dal fatto che il gesto avrebbe leso l’immagine del Comune. Una scelta ipocrita se consideriamo alcuni tra i problemi della città (cementificazione, qualità dell’aria pessima, vulnerabilità agli eventi estremi) e come tale stigmatizzata in un intervento, in sede di consiglio comunale, proprio da un consigliere della maggioranza, il verde Tommaso Gorini. La scelta del Comune stride ancor di più se si considera che il PM nel corso della prima udienza aveva chiesto l’assoluzione per tenuità del fatto e contestualmente riconosciuto che “gli imputati non hanno agito per futili motivi”
Infine a proposito dell’azione, chiaro il giudizio di Tomaso Montanari, Professore Ordinario di Storia dell’arte moderna, e Rettore, che ha dichiarato:
“L’azione non ha in alcun modo danneggiato la scultura. Questo non solo perché il materiale colorante non ha attinto la scultura, ma solo il piedistallo, e non solo perché anche dal piedistallo è stata asportata facilmente, e senza alcun segno permanente. Vale la pena poi sottolineare che la sollecitudine degli attivisti per la custodia della vita sul Pianeta è in perfetta consonanza con l’articolo 9 della Costituzione, che protegge insieme ambiente e patrimonio culturale”
La seconda udienza e la richiesta di giustizia riparativa
Nel corso della seconda udienza la situazione cambia: infatti la difesa, condotta dall’avvocato Gilberto Pagano, chiede l’accesso degli imputati alla giustizia riparativa, con il parere favorevole del Comune. Per giustizia riparativa si intende, semplificando, un programma concordato tra gli imputati e la parte lesa che permetta ai primi di “ripagare” il danno fatto. Al termine di tale programma viene poi inviata una relazione all’autorità giudiziaria, sul avvenuto o mancato raggiungimento degli obiettivi preposti. La richiesta ha avuto seguito; con l’udienza di oggi il processo è stato rimandato al 3 marzo del 2025 proprio per conoscere il risultato del percorso riparativo. Ciò che già sappiamo fin da ora però è che Fiore Leo e Sandro la loro scelta giusta l’hanno già presa.
ABBIAMO NECESSITÀ DI UN FONDO RIPARAZIONE: firma anche tu la petizione per chiederne l’istituzione
L’Italia sta soffrendo per la crisi climatica, tra siccità e carenza idrica e alluvioni ed eventi metereologici estremi. Il PNACC (Piano nazionale adattamento ai cambiamenti climatici), approvato a gennaio di quest’anno è una scatola vuota. Per questo, chiediamo con ancora più forza, l’istituzione di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. Il Fondo non dovrà servire solo come risarcimento danni, ma anche per mettere in sicurezza i territori più a rischio.
I soldi dovranno essere ottenuti prendendoli dai responsabili della crisi climatica: attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari.
Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.
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