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Ultima Generazione: Ancona, cosparsi di petrolio davanti al tribunale
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2 anni fail

Ultima Generazione: Il G7 della salute in una città avvelenata dall’API e dalle grandi navi. L’ipocrisia della politica connivente con le multinazionali
Ancona, 9 ottobre 2024 – Questa mattina alle ore 10.20, quattro persone aderenti alla campagna Fondo Riparazione di Ultima Generazione, hanno compiuto un’azione di disobbedienza civile nonviolenta davanti il Tribunale di Ancona, per denunciare l’ipocrisia dell’incontro dei Ministri della Salute dei Paesi del G7, in una città e in un territorio in cui la politica e le istituzioni sono conniventi da decenni con l’industria del fossile e del turismo delle crociere, causa di inquinamento dell’ambiente e di perdita della salute dei cittadini.
Le persone si sono cosparse di liquido nero, simbolo del petrolio della raffineria API, che sta facendo ammalare e sta uccidendo l’intero territorio della provincia; poi si sono sedute a terra srotolando lo striscione con scritto Fondo Riparazione. Alle 10.40 sono arrivate le forze dell’ordine che hanno portato le persone in questura.
Maria Letizia, ricercatrice universitaria, 64 anni, ha dichiarato: “Come l’eroina Stamira salvò Ancona dall’assedio nemico, oggi dobbiamo salvare Ancona dall’assedio delle grandi navi e dai veleni della raffineria API. Da oggi Ancona è assediata anche dai 7 grandi potenti della terra, in una farsa in nome della salute che offende chi per la salute della popolazione si spende, denunciando il disastro di malattie e tumori che il porto e la raffineria portano a questa città”.
Davanti al Tribunale di Ancona per chiedere giustizia
Siamo oggi davanti al tribunale di Ancona per chiedere giustizia per i cittadini di questa provincia, mentre qui domani si terrà l’udienza in cui il PM ha chiesto l’assoluzione per i vertici della raffineria accusati di inquinamento ambientale colposo e violazione delle prescrizioni ministeriali per le esalazioni segnalate dal 2013 al 2018, mentre a febbraio proseguirà il processo ‘Oro Nero’ contro i vertici della raffineria.
A questa politica non interessa la possibilità di una vita più sicura, ma per profitto viene deciso di passare sopra alla sicurezza delle persone e alla vivibilità, dalle esalazioni velenose dell’API a quelle al porto di Ancona per l’attracco delle grandi crociere.
Con API non si vola più, ma si muore
L’API ha 90 anni e rappresenta un potentissimo soggetto imprenditoriale, capace da decenni di condizionare la politica e le istituzioni, che rinnovano senza alcun scrupolo le concessioni industriali. Con il ricatto del lavoro per decenni la popolazione è stata zitta, ma visti i dati epidemiologici ed i morti per malattie tumorali, da diversi anni sono nati diversi comitati civici, che denunciano, fanno esposti e ricevono anche molte minacce e querele dall’azienda. Tutto il territorio della bassa provincia di Ancona, oltre duecentomila abitanti coinvolti, è stato dichiarato da molti anni Zona AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale).
L’accanimento del Governo è verso chi protesta
Invece di affrontare questi problemi si sceglie di attaccare e chi protesta per la questione ecologica e non solo, attraverso il recente DDL Sicurezza e l’accanimento repressivo verso Giacomo, cittadino di Ultima Generazione che il 14 ottobre sarà l’udienza a Roma che deciderà se sarà soggetto alla ‘sorveglianza speciale’ di due anni richiesta dalla questura romana. Il 14 ottobre alle 9.30 saremo davanti il Tribunale di Roma per manifestare la nostra solidarietà a Giacomo Baggio,
Chiediamo un fondo di riparazione
La nostra richiesta è di un Fondo Riparazione preventivo, permanente e partecipato da prevedere annualmente nel bilancio dello Stato. I soldi dovranno essere ottenuti attraverso l’eliminazione dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD), la tassazioni degli extra-profitti delle compagnie fossili, il taglio di stipendi premi e benefit ai loro manager, delle enormi spese della politica e delle sempre più ingenti spese militari. Per questo continueremo a scendere in strada, a fare azioni di disobbedienza civile nonviolenta, assumendoci la responsabilità delle nostre azioni, affrontando la repressione, tribunali e processi.
Nota stampa – Ultima Generazione
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